Spiando la città e…sorseggiando un buon caffè

Autore: Teresa Maddalo | Data: 16 febbraio 2009

Al Punto e Virgola la mostra fotografica
“Spiando- Frammenti-Parlanti” di Francesco Di Lisa

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SALERNO – Che bello scappare da Eolo gelido di febbraio e rifugiarsi in questo coraggioso ritrovo: il Punto e Virgola. Il coraggio è quello di chi ancora oggi punta sulle produzioni della gioventù artistica cittadina per dare un senso ai propri ambienti e riscaldare la clientela. Fino a metà marzo gli scatti in bianco e nero del giovane Francesco, per metà madrileno e metà salernitano, saranno sui muri del noto caffè, in zona centralissima ma nascosto dal palazzone della Banca d’Italia al corso. L’artista, più che spione quasi annoiato ci sembra osservatore attento e furbissimo, padrone delle inquadrature e tecnicamente esperto. Sembra voler condurre per mano l’osservatore e suggerire dettagli tralasciati.

FRAMMENTI URBANI – I “frammenti” fotografati sono elementi urbani: strade, finestre e palizzate periferiche ma anche arredi quali candele, tavoli e gruppi di sedie. Qualcuno potrebbe obiettare la presenza della classica foto di tram e rotaie tra elementi così ricercati. Invece, la presenza di un must delle foto urbane come il tram, vuole essere si suppone un lezioso messaggio a chi si illude di intravedere un ripetitivo estremismo metropolitano in scatti che invece sono un bello e sano esempio di brìo cittadino. Nulla di ripetitivo o schematico, semmai una bella scelta numerica degli elementi fotografati: famiglie di candele, di palizzate e di gocce di simili dimensioni in alcuni scatti e in altri singoli elementi come un lampione o un manichino piazzati su sfondi di stacco totale come uno scorcio barocco o un muro semi lacero. In effetti l’ aggettivo di “parlanti” è adeguato ai soggetti scelti, intimamente disposti e illuminati. Conosciamo i gusti artistici di Francesco (rock inglese anni ‘70, jazz) e dai suoi scatti non possiamo che percepirne gli effluvi.

SALERNO ARTISTICA – Tutto fa ben sperare. Questa è solo una delle tante esposizioni che la città continuamente ospita in posti interessanti e con grande seguito. Rincuora vedere come ancora in molti, resistendo alle tentazioni modaiole, diano spazio alla nuova creatività nostrana.È sicuramente eroico spendere il proprio stipendio da precari per raggiungere qualche mostra fuori mano in nome della passione artistica… Ma non sarebbe l’ora, di questi tempi, di dare uno sguardo a quello che offre la città nella quale viviamo? Sosteniamo i nostri Cartier-Bresson e Musante, farebbe bene all’arte stessa. L’arte non richiede altisonanza ma sussurro e discrezione.

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