Giovanni Nuti canta Alda Merini
Il cantautore toscano presenta online
“Il regno delle donne”
ROMA – Giovanni Nuti ritorna a musicare una poesia di Alda Merini: si tratta de “Il regno delle donne” la cui versione cantata, realizzata dal cantautore toscano, è disponibile on line in anteprima su www.sorrisimusicshop.com, scaricabile al prezzo di 0,99 euro. Il ricavato della vendita del singolo andrà alla Fondazione “Doppia difesa”, la onlus fondata da Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno per combattere la discriminazione e la violenza ai danni delle donne.
NUTI E MERINI – Il sodalizio che lega da oltre dieci anni la musica di Giovanni Nuti alla poesia di Alda Merini è frutto di una spiritualità e passionalità sia di ispirazione che di interpretazione, grazie al quale il cantautore toscano è riuscito, durante tutto il suo percorso artistico, a tramutare in musica e parole i versi e le liriche della poetessa, candidata più volte al Premio Nobel per la letteratura e definita la “musa dei Navigli”. La carriera di Giovanni Nuti inizia nel 1989 con il suo primo album “Al parco dei silenzi”, scritto in collaborazione con Enrico Ruggeri e prosegue nel 1991 con l’album “Giovanni Nuti” stavolta con la partecipazione di Celso Valli e Lucio Dalla. Il rapporto con la Merini inizia nel 1994 quando Nuti inserisce, nel suo terzo disco “Disordinatevi”, una versione in musica della poesia della Merini “I sandali”; grazie a questa composizione i due artisti si conoscono personalmente e da quel giorno il richiamo della poesia della milanese diventa irresistibile per il cantante. Dopo oltre dieci anni di collaborazione (durante i quali Nuti pubblica l’album “Poema della croce”, tratto dall’omonimo testo religioso della Merini e lo stesso viene rappresentato nel Duomo di Milano il 13 ottobre 2006 davanti a quattromila persone), nel 2007 esce il cd “Rasoi di seta – Giovanni Nuti canta Alda Merini” con ventuno poesie della poetessa milanese musicate dal cantautore toscano fino ad arrivare ai giorni nostri con la pubblicazione on line de “Il regno delle donne”.














