Marco Mengoni vince la terza edizione di “X Factor”
Il giovane talento oltre al contratto discografico
guadagna un posto tra i “big” di Sanremo
LA VOCE VINCITRICE – Una “bordervoice” al confine tra grido ed eccitazione è quella che vince la terza edizione di X Factor Italia. Questa voce come poche ascoltate negli ultimi 20 anni è quella di Marco Mengoni, il ventenne di Ronciglione che grazie anche al severo tutorato di Marco Castoldi ha elettrizzato lo show di Raidue negli ultimi tre mesi.
Niente a che vedere con le acrobazie vocali del bravissimo Mika, al quale sbagliando si potrebbe accostare, le corde di Marco arrivano in luoghi inaspettati e si piegano ad ogni tipo di genere musicale passando serenamente da “Psychokiller” dei Talking Heads ad “Almeno tu nell’universo” di Mimì fino a “My baby just cares for me” di Nina Simone e alla storica “Man in the mirror” dell’indimenticabile Michael Jackson, sua principale ispirazione musicale. Duttilità vocale mostruosa e una inaspettata capacità di trasfigurazione scenica fanno di questo timidissimo e umile ragazzo un artista originale e moderno.
La Sony Bmg con la vittoria del talent offre a Marco un contratto di 300000 euro per l’incisione di un disco. Il singolo “Dove si vola” ormai già in programmazione, malgrado le critiche al testo è la dimostrazione di come un buon interprete riesca a dar luce anche a brani modesti, all’ascolto sembra convincere infatti sempre di più. E in più quest’anno accesso automatico a Sanremo tra i big.
X FACTOR 3 – Malgrado dipartite e polemiche anche la terza edizione di X Factor si è rivelata un successo, ma crediamo che proprio quest’anno buona parte dell’apprezzamento sia dipeso dalla qualità dei talenti in gara, Marco Mengoni in primis. Non capiamo le consuete polemiche sul ruolo della tv nel mercato musicale. La piatta e sconfortante situazione del mercato italiano ha subito un effettivo scossone negli ultimi anni grazie agli innesti televisivi. Al di là di altri deprecabili prodotti, cose buone sono state fatte e non è detto che questo meccanismo non abbia comunque dato un aiuto indiretto anche a piccole etichette indipendenti. Meglio una riflessione critica che un totale disinteresse, come in precedenza. E finché i talent scoprono voci assurde come quella di Marco, ben vengano.















