La tradizione dei regali di Natale
Origini, figure e tendenze di un rituale
che non va mai in crisi
LE ORIGINI DI SANTA CLAUS – Pochi giorni al 25 dicembre, con i regali che sono agli sgoccioli. Dopo il compleanno è senza dubbio il Natale la ricorrenza più devota ai doni da fare e ricevere. La tradizione dei pacchetti regalo sotto l’albero, da scartare in famiglia o scambiarsi fuori casa è un pensiero condiviso. Ma quali sono le origini di questa usanza che non va mai in crisi, nonostante i tempi duri in cui viviamo? Per capire la storia dei regali di Natale occorre riferirsi al primo Santa Claus realmente esistito, occorre tornare al 300 dopo Cristo. A quel tempo Nicola, vescovo di Myra, provincia dell’impero bizantino, era solito fare regali a sorpresa ai poveri, nascondendoli nelle scarpe che loro gli lasciavano davanti alla porta. Tutte le versioni del babbo Natale moderno derivano da lui.
LO SPIRITO DEL NATALE – Il Babbo Natale di oggi riunisce le rappresentazioni premoderne del portatore di doni, di ispirazione religiosa o popolare, con un personaggio britannico preesistente. Quest’ ultimo risale almeno al XVII secolo e appare come un signore barbuto, vestito di un mantello verde lungo fino ai piedi e ornato di pelliccia. Rappresentava lo spirito della bontà del Natale, che si trova nel “Canto di Natale” di Charles Dickens sotto il nome di Spirito del Natale. Non dimentichiamo poi che il rituale dei regali è collegato anche ai doni che i re magi portarono a Gesù bambino e per dovere di cronaca, in alcune zone della Sicilia, i regali provenivano dai morti, i primi giorni di Novembre. Dal macabro e funereo alla figura paffuta e contenta di Babbo Natale che scende dalla canna fumaria per svuotare il suo enorme sacco sotto gli alberi di tutto il mondo, si fa giudice delle gesta dei bambini e decide i regali in base alla loro condotta. Il regalo è giunto a noi come una leggenda tramandata o un racconto di storia, ma al di là di tutte le variazioni sulle origini della tradizione sappiamo con certezza ed è voce diffusa che i regali a Natale non possono mancare, soprattutto per dimostrare l’ affetto verso i beneficiari, a testimonianza dello spirito del Natale.
TENDENZE 2009 – Anche per fare regali, ci vuole abilità, ispirazione ed estro. Ci sono gli appassionati, che partono in netto anticipo e gli svogliati dell’ultimo momento, per cui i regali sono d’obbligo e oltre il denaro costano fatica. Per alcuni solo pensarci è fonte di stress, per altri è un’ abitudine piacevole che mette in moto la fantasia, alla ricerca del regalo ad hoc per il destinatario prescelto. Ma il comune denominatore negli ultimi anni è stato il fattore crisi che ha decretato una tendenza al ribasso nelle spese, tenendo sempre viva però la tradizione. Ma vediamo cosa dicono le recenti statistiche di Confcommercio sul comportamento degli italiani, in merito. In base ai dati raccolti nel 2009, se per il 70% degli italiani il regalo a Natale è irrinunciabile, per il 35% si farà un pò di economia, mentre il 45% manterrà i livelli dell’anno scorso. A questi si aggiungeranno il 10% di chi non farà regali e l’altro 10% degli indecisi, tra cui pochi uomini. È proprio vero, secondo le cifre rilevate il più tradizionalista è proprio il sesso “forte” che ci tiene a mantenere l’usanza del regalo, con convinzione. Ma se gli uomini sono una sorpresa, geograficamente parlando la differenza di ricchezza economica tra le Alpi e il Vesuvio si riconferma anche per quanto riguarda i regali di Natale, con il nord che spende di più. È stata comunque osservata un po’ ovunque una più equa distribuzione della spesa per i regali rispetto all’anno precedente, in cui era visibile invece una netta preferenza per i regali con fascia di prezzo più bassa.














