“Il peso della farfalla” di Erri De Luca
Il nuovo romanzo dell’autore de
“Il giorno prima della felicità” è già bestseller
IL ROMANZO – Che ruolo avrà il peso di una farfalla nella lotta di sopravvivenza tra il re dei camosci e il cacciatore votato a conquistare il suo ultimo ambito trofeo? Al di là di disquisizioni sull’entropìa, sarà proprio questa immagine delicata e simbolica della farfalla posata sul corno del camoscio a racchiudere il senso della storia che ci viene raccontata, il “centro” di tutto. Il vetusto e regale camoscio, scampato ad anni di caccia serrata e ormai venerato dal branco dei suoi inermi simili, finalmente giunge al duello con il cacciatore di montagna che ha vissuto gli inverni della sua vita nell’attesa di estrarne le viscere. La montagna è il “regno” nel quale si tiene la sfida continua, e tutto appare tranne che inanimata cornice degli eventi. È teatro di sublimi strategie e commoventi vicende. È lo scenario che per anni, senza che si decreti un vincitore, vede lottare “il re dei camosci”, le cui movenze e le cui astuzie sembrano appartenere al più nobile degli umani strateghi, e “l’uomo” , le cui pulsioni e il cui “grasso rancido” rimandano a bestie guidate dal solo istinto. Si giungerà, inverno dopo inverno, all’appuntamento atteso da entrambi e le parallele esistenze si incontreranno.
DA LEGGERE PERCHÈ – Stavolta è difficile. È difficile fare una descrizione ben rappresentativa di quest’ultimo romanzo di Erri De Luca. “Il peso della farfalla”è infatti un romanzo tanto maneggevole, se consideriamo il fatto di essere ospitato da sole settanta pagine, quanto complesso da analizzare laddove se ne richiedesse un’accurata ispezione. Sono pagine profumate e suggestive, ma soprattutto cariche, chissà se inaspettatamente o volutamente, di spunti riflessivi. E si riflette proprio tanto. Le riflessioni vanno alla semplicità umana, alla complessità animale, ma soprattutto al delicato ed effimero equilibrio dell’esistenza tutta. Un elogio al titolo. È un romanzo intenso, siamo sicuri che a rileggerlo tra dieci anni desterebbe nuove sorprese e coinvolgerebbe il lettore in maniera diversa. Il piacere nello scriverlo si riflette nel condensato piacere di leggerlo. Incominciate a farlo.
ERRI DE LUCA – Nato a Napoli del 1950, ha pubblicato diversi romanzi con Feltrinelli: “Non ora, non qui” (1989), “Una nuvola come tappeto” (19919, “Tu, mio” (1998), “In nome della madre” (2006) e “Il giorno prima della felicità” (2009).













