Pubblicato il: 21 gen 2010

Bologna: “Coincidenze” mostra personale dell’artista tedesco Ulrich Erben

Presso la Galleria Studio G7
dal 23 gennaio al 31 marzo 2010

Bologna: "Coincidenze" mostra personale dell'artista tedesco Ulrich Erben

BOLOGNA – La Galleria Studio G7 ospita, dal 23 gennaio al 31 marzo 2010, Coincidenze, mostra personale dell’artista tedesco Ulrich Erben, uno dei protagonisti della pittura aniconica europea che eseguirà un intervento sulle pareti dell’intero spazio espositivo. L’attuale sede di Studio G7, situata nel vecchio spazio “Ex Falegnameria”, ha prestato molte volte in passato le sue pareti per wall drawings e interventi site specific. In quest’occasione ospiterà un intervento dell’artista tedesco direttamente sulle pareti, come mai accaduto in Italia fino ad ora.

MOSTRA – Il lavoro di Ulrich Erben si fonda interamente sulla ricerca pittorica dove il colore, variamente trattato, è sempre protagonista nella sua dirompente presenza, ma anche, talvolta, nelle ragioni della sua mancanza. La semplicità delle forme rimanda a un’immediatezza esecutiva ma tradisce anche lucida meditazione.
Si può riscontrare una corrispondenza tra la realtà e queste tele dal ricercato geometrismo. Come affermato in passato dallo stesso artista, infatti, forme e colori sono gli stessi del paesaggio: il cielo, le case, le nuvole.  Spiega molto bene la connessione tra questa pittura astratta e il reale il critico Giovanni Accame quando, riferendosi a Erben, parla del paesaggio non come soggetto dell’opera ma come metodo: «Quando diviene un metodo, quando cioè le concezioni di vicinanza e lontananza, di orizzontalità e verticalità, di espansione e contenimento, di mobilità cromatica e stabilità monocromatica, agiscono direttamente nella pittura». Il lavoro di Erben, dunque, pur non identificandosi nella semplice registrazione di ciò che è nel mondo fa di quest’ultimo il punto di partenza di un percorso più complesso, incentrato sulla ricerca spaziale, teso a risolvere problemi di organizzazione formale dove la riflessione diventa componente primaria.
I rapporti tra grandezze, la direzione delle linee di forza, prendono avvio dalle problematiche percettive via via scaturite nella coscienza dell’artista ma possono rispondere anche a logiche suggerite dal contesto in cui Erben opera o dalla storia di questo. Il reale agisce dunque a livelli differenti per essere in ultima fase trasfigurato dall’opera pittorica e assumere una nuova identità e dimensione. Al centro del percorso vi sono il pensiero, il passaggio per l’immaginazione il filtro deformante del ricordo. I lavori finali risultano di volta in volta inaspettati, capaci di suscitare meraviglia e destabilizzare l’occhio di chi guarda. In occasione della personale dell’artista tedesco sarà pubblicato un catalogo, edizioni Damiani, con testi di Giovanni Accame e Peter Friese

ULRICH ERBEN – È nato nel 1940 a Düsseldorf, dove vive e lavora nonostante i suoi regolari soggiorni in Italia a Bagnoregio ed è membro dell’Accademia delle Arti di Berlino. Cresciuto a Roma, ha studiato dal 1958 al 1965 presso le Accademie di Amburgo, Venezia e Berlino, è attivo dalla fine degli anni ’60 ed è uno dei protagonisti della pittura aniconica europea. I suoi lavori: pittura su tela o su parete, figurano in musei e collezioni private in Europa e Giappone. Ricordiamo brevemente, nel suo lunghissimo percorso la sua presenza  al Museo Folkwang, Essen (1972)  al Ginza Five, Tokyo (1974), alla Galleria Piltzer, Parigi (1976), a DocumentaVI di Kassel (1976),  alla Nationalgalerie, Berlino (1986), al Museum of Modern Art, Osaka (1992), al Museum Wiesbaden, Wiesbaden (2004) .

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