Pubblicato il: 24 gen 2010

Falstaff inaugura la stagione del Teatro dell’Opera di Roma

L’ultima opera di Verdi
va in scena dal 23 al 31 gennaio 2010

Falstaff inaugura la stagione del Teatro dell'Opera di Roma

ROMA – Riapre la stagione del Teatro Lirico di Roma, con una cascata di applausi. L’ultima opera di Verdi va in scena dal 23 al 31 gennaio 2010. In scena “Falstaff”, l’ultima opera di Giuseppe Verdi, la più stravagante, a cui si dedicò tra i 76 ed i 79 anni La direzione musicale affidata ad Asber Fisch. Uno spettacolo fastoso e molto applaudito, anche grazie alle scenografie del premio Oscar Maurizio Millenotti. Protagonista il baritono fuoriclasse Renato Bruson . L’opera è stata definita dallo stesso compositore “una commedia lirica che non somiglia a nessun’altra”. Il libretto di Arrigo Boito, fu tratto da “Le allegre comari di Windsor” e in piccola parte da “Enrico IV”, entrambi lavori di Shakespeare, per il quale Verdi nutriva un esausto amore. La regia è firmata Franco Zeffirelli, che torna al teatro lirico con un’atmosfera shakespeariana a lui molto cara, basti pensare ai suoi due film capolavori: La bisbetica domata” e “Romeo e Giulietta”.

DALL’OSTERIA DELLA GIARRETTIERA – Ogni spettatore è proiettato, in diretta e senza mezze misure, all’inizio del Quattrocento, a Windsor, nella tana di legno e vino di sir John Falstaff, dove si beve e si ciarla. L’anziano e corpulento Cavaliere, cerca di conquistare due comari, belle e maritate, scrivendo ad entrambe le stesse lettere, ma le donne si sa, ne sanno una più del diavolo. Così le due comari, insieme ad altre due complici, progettano una burla ai danni dell’impavido e pingue seduttore. E vedremo un imbellettato Falstaff, precipitarsi ad un finto appuntamento amoroso e ritrovarsi dentro ad un cesto del bucato, fra il  traffico di vicini ed un finale dentro ad un fossato che provocherà le risa di tutti i presenti. E poi il bosco, luogo della burla finale che vede tutta Windsor, complice delle comari nel gabbare Falstaff. Zeffirelli accende, a questo punto, un focolaio di presenze: fate, folletti, elfi, streghe e mostriciattoli. La scena si riempie di magia. Si respirerà l’atmosfera degli antichi libri di fiabe inglesi: ci sono le zucche ridacchianti, con tanto di lucina interna, che viaggiano a mezz’aria, le bacchette magiche i mantelli piumati, i cappelli a punta. Falstaff vestito da Cacciatore Nero, e persino un cavallo in carne ed ossa, immacolato, che trasporta la Regina delle Fate. Carla Fracci firma le coreografie delle ballerine che danzano intorno al Sir. Il palco diventa così festoso e giocoso e d’altronde si sa: ”Tutto nel mondo è burla. L’uomo è nato burlone”.

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