Pubblicato il: 7 feb 2010

In scena al Teatro delle Arti di Salerno un kolossal della danza riletto in chiave contemporanea “Otello”

Nuove ed originali coreografie, firmate da artisti italiani
già affermati nel panorama della danza contemporanea

SALERNO – Lunedì 8 febbraio 2010 ore 21, la rassegna prosegue ospitando il Balletto di Roma impegnato nella rilettura dell’Otello, nuova produzione per l’ensemble a firma del famigerato coreografo Fabrizio Monteverde (lo spettacolo sarà poi proposto anche a Napoli per Danza d’Autore il 1 marzo 2010). Dopo il notevolissimo successo di critica e pubblico riscosso nelle scorse stagioni con il suo Giulietta e Romeo, il Maestro del dance-drama post romantico si cimenta in una nuova rivisitazione ispirata al testo shakespeariano. Un’esplorazione contemporanea e provocatoria della tragedia, una narrazione danzata che mira a svelare ed esaltare le pulsazioni della passioni che si celano dietro la ragione, piuttosto che a ripercorrere la storia.

LO SPETTACOLO – Il racconto si consuma in un moderno porto di mare, una scelta mirata di Monteverde a voler chiarire la sua personale intuizione: se Otello è davvero un diverso, un outsider, non tanto per il colore della pelle quanto per il suo essere straniero, è anche vero che la banchina di un porto è una sorta di zona franca, un limbo dove si arriva o si attende di partire, un coacervo di diversità dove, per il continuo brulicare del ricambio umano, lo straniero, il diverso non esistono.
Allo stesso modo, la forte presenza del mare, che qui non viene relegato, come nel testo di Shakespeare, ad un suggestivo sfondo di Venezia o Cipro, suggerisce i segreti della passione e la loro tempestosa ingovernabilità, gli slittamenti progressivi e inevitabili nei territori proibiti del piacere, della gelosia e del delitto.
Il protagonista è un dominatore che, imbrigliato nel triangolo mai equilatero Otello, Desdemona e Cassio, sottomette quest’ultimo e soggioga la donna, figura non più angelicata come nel racconto originale, ma creatura volitiva, passionale e sensuale. La trama funge solo da fil rouge per unire le situazioni erotiche e le numerose danze di insieme. Suggestionato anche da atmosfere cinematografiche (esplicito è l’omaggio a Querelle de Brest di Fassbinder) il coreografo-regista lascia confluire tutto nel tragico finale, nel quale la violenza deflagra nell’omicidio della donna, vittima sacrificale di intrighi, giochi di prevaricazione erotica e di subdoli legami psicologici. Pertinente anche la scelta musicale, lo spartito languido e sensuale di Dvoràk, che qui trova una sua perfetta collocazione fungendo da sottile contrappunto ironico all’azione dei personaggi.
Quindici i danzatori in scena: Giovanni Ciracì (Otello), Placido Amante (Cassio), Marco Bellone (Jago), Claudia Vecchi (Desdemona) già partner di Kledi Kadiu nel Giulietta e Romeo dello stesso coreografo e Azzurra Schena (Emilia) che interpretò il ruolo di Cenerentola creato sempre da Monteverde per il Balletto di Roma. Al loro fianco anche Bledi Bejleri, Michele Cascarano, Bernard Shehu, Stefano Zumpano, Federica Ciancio, Roberta De Simone, Sabrina Fontanella, Anna Manes, Giada Piana, Isabella Pirondi.

LA COMPAGNIA – Il Balletto di Roma nasce nel 1960 grazie al sodalizio artistico di due icone della danza italiana: Franca Bartolomei, prima ballerina e coreografa dei principali enti lirici italiani e di realtà straniere, e l’étoile Walter Zappolini dal 1973 al 1988 direttore della Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Il frutto di questo progetto si è tradotto in oltre cento balletti allestiti e portati in scena sia in Italia che all’estero, opere di valore storico oltre che artistico firmate da coreografi  italiani e internazionali. Il Balletto di Roma, diretto oggi dal M° Walter Zappolini, nel corso dei suoi ormai prossimi cinquant’anni di vita ha visto il susseguirsi di prestigiose collaborazioni e molteplici anime creative ma indubbiamente il suo profilo artistico attuale  è il frutto dell’incontro con il prestigioso Balletto di Toscana e della sinergia dal 2001 al 2007 con Cristina Bozzolini, che fondò nel 1985  la storica compagnia fiorentina e la diresse con enormi successi nei suoi 15 anni di attività. Nuove ed originali coreografie, firmate da artisti italiani già affermati nel panorama della danza contemporanea, segnano lo spettacolare percorso artistico della compagnia, costellato sia dal successo delle numerose opere allestite, che dalle prestigiose collaborazioni con artisti ospiti come Andre De La Roche, Raffaele Paganini, Monica Perego e Kledi Kadiu.

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