Pubblicato il: 11 feb 2010

“La prima cosa bella” di Paolo Virzì

Ottimo successo al botteghino per la “mamma” di Virzì

Il FILM – Storditi dagli sbaciucchi di Muccino e galvanizzati dalla realtà di Avatar, avevamo colpevolmente messo in sordina il giudizio su una delle pellicole più belle della stagione: “La prima cosa bella” di Paolo Virzì. Un film gioioso e a tratti orticante, che  oscilla tra riso e pianto e spinge alla sana imbarazzante riflessione freudiana ciascuno di noi, inevitabilmente prigioniero del vortice della protagonista. Anna è “costei”, e vorticosamente avvolge e scombussola lo spettatore, così come la vita dei propri cari…

LA TRAMA – Bruno (Valerio Mastandrea) è un insegnante di lettere schivo e taciturno, perennemente depresso, cui non bastano né l’affetto della bella fidanzata né la sicurezza del posto di lavoro, ad evitare il ricorso alla droga. Causa di questa infelicità nella vita di Bruno, sembra esser stata per anni  l’imbarazzante aura di mamma Anna (Stefania Sandrelli), donna dal carattere estroverso e solare ma “colpevole” secondo suo figlio di avergli rovinato la vita col suo essere preda delle attenzioni di tutti gli uomini intorno a lei. La sorella Valeria (Claudia Pandolfi) convince Bruno a rivedere, dopo anni, la madre ormai malata terminale. Riabbracciare Anna, donna energica ed irridente persino in malattia, che scappa dalla clinica pur di andarsene al luna park, riaccende in Bruno un amore mai sopito, con la consapevolezza di averla respinta per anni solo a causa di una viscerale gelosia di figlio per quelle battute cameratesche e gli sguardi lascivi che avevano segnato la loro vita. Ed ecco che riaffiorano i ricordi… Nella Livorno degli anni ’70 Anna Nigiotti (interpretata in età giovane da Micaela Ramazzotti ) è poco più che una ragazzina quando viene cacciata di casa dal marito alcolizzato, accecato da una devastante gelosia per quella moglie così bella e giovane,vittima delle insinuazioni del vicinato invidioso. Insieme ai suoi due figlioli, la donna  deve barcamenarsi tra un lavoro e l’altro e  sfrutta il suo ascendente facendosi aiutare da uomini importanti riuscendo persino ad avere una particina da comparsa in un film di Risi. Anna, nonostante sacrifici e umiliazioni, si risolleva continuamente come una buffa Araba Felice e tra una canzone cantata a squarciagola sul lettone e un abbraccio stritolante fa l’impossibile per proteggere i suoi cuccioli dalle brutture della vita.

ANNA – Sia Stefania Sandrelli che la splendida Micaela Ramazzotti interpretano entrambi perfettamente uno straordinario ruolo di “madre”, volutamente ispirato alla stessa Stefania. Frivola, generosa e ingenua, la Anna di Virzì soffoca e avvolge chi la guarda con i suoi abbracci e i suoi sorrisi, irradia allegria e benevolenza. Impossibile non strizzarle l’occhio e non odiare la sorella bigotta e “brutta ‘ome la ‘mmorte ” che nonostante tutto la buonissima Anna perdona.

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