“Un’idea di giustizia” di Giovanni Gozzini
Globalizzazione e ineguaglianza
dalla rivoluzione industriale ad oggi
UN’IDEA DI GIUSTIZIA - Questo libro si propone di spiegare storicamente la divisione del mondo in paesi ricchi e in paesi poveri, e lo fa applicando al passato la categoria di globalizzazione, intesa come movimento di merci, capitali, persone attraverso le frontiere nazionali. Sono dinamiche che non nascono oggi nè si possono evitare: accompagnano la storia del genere umano fin dal suo primo apparire sulla Terra. Nello stesso tempo determinano rapporti di forze e gerarchie, vincitori e vinti. Nel corso dell’Ottocento la rivoluzione industriale e il colonialismo scavano un fossato profondo: le economie africane e asiatiche vengono piegate alle necessità delle nazioni ricche, quelle indipendenti dell’America latina sono protette da barriere doganali che conservano equilibri di potere oligarchici e povertà di massa. Soltanto pochi paesi asiatici-prima il Giappone, poi la Corea del Sud e Taiwan, infine la Cina e l’India-riescono a ribaltare questo destino di sconfitta, grazie ad una miscela di fattori: riforma agraria e uguaglianza sociale, scolarizzazione di massa, contenimento demografico, stabilità politica, esportazione di prodotti industriali a crescente contenuto tecnologico. E’ l’assenza di uno o più di questi fattori a spiegare l’odierna povertà di ampie zone dell’Africa e dell’America latina
GIOVANNI GOZZINI – (Firenze 1955) insegna Storia contemporanea e Storia del giornalismo alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Siena. È autore di studi su Firenze nell’Ottocento (Firenze francese, 1989; Il segreto dell’elemosina, 1994), sulla storia dello sterminio nazista (La strada per Auschwitz, 1996), sulla storia del Pci (Storia del Partito comunista italiano, vol.7, Dall’attentato a Togliatti all’VIII congresso, 1998), sulla storia del giornalismo (Storia del giornalismo,2000) e sulla storia delle migrazioni (Migrazioni di ieri e di oggi. Una storia comparata, 2006). È membro della direzione della rivista “Passato e presente”; dal 2000 al 2007 è stato direttore del Gabinetto Vieusseux di Firenze.













