Pubblicato il: 10 mar 2010

Cresce la flash mob mania

Una nuova performance artistica arrivata dagli Usa

UNA MODA ANTIROUTINE – Anche in Italia è esplosa una moda travolgente ed originale, che mobilita le masse lungo le linee di un breve spazio temporale. Per qualche minuto tanti perfetti sconosciuti, i flashmobbers o semplicemente i mobbers spezzano la monotonia quotidiana, esibendosi pubblicamente in una performance artistica sui generis, che ha luogo in una location dove muoversi in sincronia per poi successivamente disperdersi. Il raduno viene generalmente organizzato attraverso comunicazioni sui socialnetwork o tramite telefoni cellulari. Le regole corrono su Facebook dove spopolano i gruppi di nuovi adepti del Flash Mob o via sms e ogni volta è una forma d’arte diversa che crea quell’occasione momentanea di aggregazione e condivisione, dopo la quale tutto torna alla normalità o routine preesistente. In qualche caso, le regole da seguire vengono dettate addirittura  pochi minuti prima dell’evento. A New York, nel 2003, la prima folla di sconosciuti si è riunita e ha dato vita ad un flash mob come esperimento sociale, allo scopo di prendersi gioco della classe media e delle sue regole conformiste, mentre il flash mob con maggior numero di mobbers è quello tenutosi a Londra il 4 aprile 2007: circa 4000 persone si sono riunite alla stazione di Victoria con le cuffiette nelle orecchie e hanno cominciato a scatenarsi per due ore.

FLASH MOB MADE IN ITALY – Anche tra gli innamorati d’Italia è scoppiata la flash mob mania. Il 14 febbraio 2010 le coppiette di Roma si sono ritrovate sulla romantica scalinata di piazza di Spagna, che ha fatto da cornice ad un flash mob targato s. Valentino. Lo spruzzo di una bomboletta spray ne ha decretato l’inizio e all’improvviso i flashmobbers – lovers si sono abbandonati ad un romantico bacio collettivo durato quasi 10 minuti. Il 6 febbraio 2010, invece, appuntamento alla stazione Termini, dove una coppia ha iniziato a ballare sulle note della canzone ‘Stay Just a little bit longer’ di Dirty Dancing, seguita da altri gruppi di ragazzi. Alle ore 13 la stazione Termini si è completamente fermata. Ma il primoflash mob di Roma è datato 24 luglio 2003. Luogo prescelto, il negozio Messaggerie musicali di via del Corso. Protagonisti, un uomo e una donna che indossavano un cappellino con una M bianca sulla visiera e avevano il compito di istruire i flashmobber romani sul da farsi, attraverso dei piccoli foglietti su cui erano stampate delle istruzioni. I 300 clienti improvvisati, nessuno dei quali conosceva l’altro,  ha chiesto, dalle 19,15, per i dieci minuti successivi, titoli inesistenti di libri, facendo andare in tilt i commessi. Un’altra affascinante performance artistica made in Italy si è svolta a Napoli il 4 0ttobre 2009. Un gruppo di giovani, radunato in Piazza del Plebiscito in onore del celebre cantante scomparso Michael Jackson, con telecamere ed impianto audio, improvvisamente si è messo a ripetere la coreografia della canzone “Beat It”.

I GUERRILLA MARCHETING – Se si considera che oggi la comunicazione dei mass media tende a essere tutta, più o meno omologata, senza particolare creatività né idee brillanti, i flash mob utilizzati come ultime “trovate pubblicitarie”, chiamate guerrilla marcheting, promuovono o lanciano un prodotto invece, secondo una logica “situazionista” che realizza una stravagante coreografia, creando una campagna pubblicitaria di grande effetto emozionale e di sicura riuscita anche nelle vendite. I maestri del flash mob, gli improvv everywhere, dal 2001 si occupano di organizzare performance estreme in giro per la città di New York, con l’obiettivo di creare sia momenti di confusione e felicità nella vita quotidiana delle persone, sia di dare vita a vere e proprie missioni, attraverso il raduno di una squadra di “agenti” che hanno superato le cinquecento adesioni in alcuni progetti, vendendo l’arte dei Social alla comunicazione per marchi e prodotti. L’azione dei flash mob promozionali può sconfinare in ogni campo, anche in quello del cinema. Basti pensare al flash mob milanese, organizzato dalla Disney come evento promozionale per Alice in Wonderland di Tim Burton, un modo originale  di pubblicizzare la linea di abbigliamento e di accessori ispirati al film uscito nelle sale cinematografiche il 3 marzo 2010, un coloratissimo tripudio di live action e animazione, in Digital 3D.

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