Al Teatro Manzoni di Roma dal 23 marzo al 18 aprile 2010 va in scena “Due scapoli e una bionda”
Patrizia Pellegrino, Pietro Genuardi
e Roberto Stocchi nell’esilarante commedia di Neil Simon
“DUE SCAPOLI E UNA BIONDA” – Andy e Norman, due giornalisti sempre al verde, convivono in un mini appartamento dove lavorano ad una rivista indipendente. I due sono costantemente oppressi dalle telefonate del signor Franco che rivuole i suoi soldi e dalla padrona di casa, una vecchietta arzilla e stravagante che Andy è costretto ad assecondare nelle sue follie, pur di rimandare il pagamento dell’affitto. La “tranquilla” esistenza dei due viene di colpo sconvolta dall’arrivo di una nuova “ragazza della porta accanto”, Sophie, di cui Norman si innamora immediatamente. Quando Norman si innamora, i guai sono assicurati: cioccolatini nella buca delle lettere, bigliettini enigmatici, scritte romantiche sulle scale, improvvisate al lavoro di lei. Sophie, fidanzata con un marine, si arrabbia, e molto. Vuole chiamare la polizia e denunciare quel pazzo che entra furtivamente in casa sua quando lei non c’è. Andy deve intervenire, perché se Norman viene portato in carcere, addio giornali, articoli, riviste, e così non rimane che parlare alla ragazza. Anche lui, però, cadrà vittima del fascino della bella Sophie. Come nello stile del grande Neil Simon battute irresistibili ed episodi spassosi danno vita ad un gioco divertente a tre personaggi, che si snoda in un serie di situazioni esilaranti fino alla fine della commedia!
NEIL SIMON – Nato a New York nel 1927, comincia come autore di gag per comici televisivi, e a partire dal 1961 dà alle scene una serie pressoché ininterrotta di copioni di successo, che per quantità e continuità non hanno precedenti nella storia di Broadway. Inizia con farse di modeste pretese come “A piedi nudi nel parco”, “La strana coppia”, “Appartamento al Plaza”, “L’ultimo degli amanti infuocati”. Passa in seguito a testi dove alla comicità si mescola una punta d’amarezza e introspezione, come Il prigioniero della Seconda Strada e I ragazzi irresistibili; in questa fase drammaturgica evoca con ironica nostalgia il proprio passato con “Capitolo secondo”, “Smarrito a Yonkers” e “Risata al 3° piano”. Scrive inoltre libretti per musical, adattamenti da racconti di Cechov e dalla Bibbia, sceneggiature cinematografiche. Quasi tutte queste opere ottengono centinaia di repliche a New York, vengono tradotte in film e rappresentate con successo anche in Europa, facendo di Simon il più grande commediografo vivente. Le sue commedie appartengono al teatro brillante, commerciale, e ne rispettano le regole, preoccupandosi di fornire favole avvincenti costellate da battute di sicuro effetto comico. Si sviluppano con una tecnica che, data una situazione di partenza, la porta alle estreme conseguenze, non attraverso le complicazioni dell’intreccio ma accumulando tutte le variazioni possibili senza modificarla nella sostanza. I lavori di Simon finiscono col sollecitare nel pubblico della “middle-class” americana un processo d’identificazione, presentando personaggi generalmente di mezza età, più o meno inseriti nell’ambiente che li circonda, i quali, davanti a un mondo non più comprensibile, si rendono conto della propria solitudine e della propria fragilità, anche se le esigenze del lieto fine li spingono in qualche modo a guardare al futuro con un pizzico di ottimismo e autoironia.











