37 mosse per scoprire un tradimento
Riconoscere le tracce dell’infedeltà oggi è possibile
SCHIFOSO TRADITORE – Tutti saremmo interessati a conoscere le tresche tra colleghi o magari sapere se il capo ha l’amante o, ancora meglio, se è il capo ad avere le corna. A soddisfare questa curiosità, in una cittadina brasiliana di 43 mila abitanti, fu un certo Ricardo che pubblicò su internet la lista dei “cornuti” della città. Tempo pochi giorni molte coppie scoppiarono, segno che qualcosa di vero doveva esserci sulla Ricardo’s list. La cosa peggiore del tradimento di sicuro è il dubbio. Un limbo di angoscia che porta a un’unica domanda: “Ho le corna?”. Anche se la verità fa male, non possiamo fare a meno di volerla sviscerare e sezionare, come chirurghi che compiono una delicatissima operazione sulla propria storia d’amore, per scoprire senza anestesia se la persona che amiamo non è altro che uno schifoso traditore. Sarebbe meglio vivere felici nella beata ignoranza, ma una volta scattato il campanello d’allarme è tremendamente difficile rientrare dall’emergenza. Il più compassato dei mariti diventa un cabarettista da avanspettacolo? A farlo tanto divertire forse è un’altra donna. La regina del focolare appende le pantofole al chiodo e corre in palestra? La voglia di sudare potrebbe dipendere dal personal trainer. Anche se le corna non si vedono allo specchio, smascherare un partner fedifrago si può. La lista delle cose da sapere è lunga, probabilmente infinita, ma per diventare “007 dell’amore” bastano “37” mosse. Tante sono le “dritte” fornite ai lettori dagli autori di “Schifoso traditore. Come riconoscere le tracce dell’infedeltà”, scritto da Alberto Caputo, psichiatra e sessuologo e Alessandro Calderoni, giornalista investigativo. “Quello che abbiamo voluto scrivere è una sorta di compendio di criminologia dove il crimine è il tradimento”.
LE TIPOLOGIE DI “TRADITORI” – Per non cancellare indizi preziosi, è necessario muoversi con circospezione senza trascurare nulla: l’automobile, l’ufficio, il telefonino, il computer. Tutto va passato sotto la lente e diventa una possibile chiave per la soluzione del rebus: “Mi tradisce oppure no?” Il viaggio verso la verità parte dalla “mappa” dei traditori. Secondo Caputo ci sono tre le tipologie. I “Seriali” sono i traditori compulsivi, gli infedeli specializzati, quelli che geneticamente non si accontentano del rapporto di coppia ufficiale, ma per istinto e passionalità devono essere sempre in tre: lui, lei, l’altra o l’altro. I “Paralleli” sono quelli che del tenere il piede in due scarpe hanno fatto una professione. Contemporaneamente alla relazione principale, gestiscono altre liaison e ci riescono benissimo. Equilibristi perfetti, passano da un letto all’altro senza commettere il minimo errore. Non confondono i nomi, non sbagliano le date di compleanni e anniversari. Ci sono, infine, gli “Occasionali”. Quest’ultima tipologia di infedeli agisce per vendetta, per punire una moglie-arpia o un marito-padrone.
IL TRADIMENTO: UNA QUESTIONE GENETICA – Tradire è un’attività laboriosa, che comporta dispendio di tempo, energia psichica e anche di soldi. Se lo continuiamo a fare nonostante un costo tanto alto, è perché a muoverci sono logiche profonde, ben più complesse della voglia di trasgredire. Una sorta di spinta incontrollabile dettata dalle leggi dell’evoluzione, una necessità ancestrale di “rimescolamento genetico”. Colpa di Darwin? La teoria ormai è ben consolidata e crederle non lascia scelta: se il tradimento è una specie di destino ineluttabile, tanto vale capirci di più e imparare a riconoscerlo. Stropicciarsi un occhio, sfregarsi un orecchio, grattarsi il collo, toccarsi il naso. Sono solo alcuni dei gesti, fin troppo comuni, che potrebbero svelare una menzogna del partner fedifrago. Segni che ogni “Sherlock Holmes dei sentimenti” dovrebbe annotarsi. Il gioco di parole è d’obbligo: a tradire il traditore è proprio il bisogno irrefrenabile di mostrare a tutti che qualcosa di speciale è entrato nella sua vita. Per dirla in poche parole, il tradimento è un catalizzatore di cambiamento. Il fattore novità può insinuarsi nella coppia sotto le forme più svariate. Lei ha sempre mangiato bucatini all’amatriciana e improvvisamente manifesta un’attrazione fatale per la cucina etnica? Forse gliel’ha fatta scoprire un altro uomo. Lui non ha mai rinunciato agli slip più “old style” sul mercato e a un certo punto si palesa con un boxer griffato in seta? Magari il merito della svolta glamour è di un’altra donna? Non ha mai detto parolacce e si converte al turpiloquio? Potrebbe dipendere da nuove frequentazioni. Il dizionario d’inglese è stato per anni un ricettacolo di polvere in libreria, ma dalla sera alla mattina il corso di lingua diventa indispensabile per crescere professionalmente? Dubitare della buona fede è lecito. In fondo, però, un tradimento non esiste finchè non viene scoperto. Allora varrà davvero la pena di darsi tanto da fare per sapere?










