Adulti travestiti da bambini
Il mondo dell’infanzia tra media e nuove tecnologie
BAMBINI OGGI – Lo scorso 18 novembre a Roma è stato presentato l’ultimo Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Si tratta del 6° Rapporto dell’Eurispes, condotto insieme a Telefono Azzurro, che si occupa della tutela dell’infanzia e dell’adolescenza e della prevenzione degli abusi. La rilevazione ha lo scopo di fare l’identikit del bambino e dell’adolescente per aiutare il legislatore, le istituzioni e la famiglia. I questionari sottoposti ai bambini sono stati formulati allo scopo di analizzare il rapporto del bambino con le tecnologie dell’informazione e della comunicazione; il tempo libero; le sue sicurezze e le sue paure; i rapporti interpersonali; la sua reazione a situazioni di emergenza. Le schede compilate dagli adolescenti hanno inteso rilevare le tendenze e le mode giovanili e i comportamenti a rischio. Il dato che emerge con prepotenza è che i bambini guardano ancora troppa televisione. Un preoccupante 7,6% guarda la tv da 3 a 5 ore al giorno, e l’8,4% oltre 5 ore al giorno: quasi un quinto dei bambini intervistati sono vittime di un vero e proprio lavaggio del cervello. Quasi tutti usano il computer (82,1%); circa la metà usa internet ed ha un proprio cellulare. I libri sono il mezzo di comunicazione preferito per il 20,8%, un ottimo secondo posto dietro la Tv, scelta dal 39,2%. Amano viaggiare e il 34,8% è già stato all’estero. Genitori e amici sono i loro principali punti di riferimento. Ci sono, però, troppi bambini che si sentono soli, incompresi, incapaci, persino diversi dagli altri. Molti sono stati vittime di episodi di bullismo: minacce, furti di oggetti e persino percosse ripetute. Gli episodi si verificano specialmente a scuola (32,3%) o per strada (27,3%).
PRINCIPI EDUCATIVI – La consapevolezza sul ruolo critico dei bisogni emotivi può aiutare genitori e pediatri a comprendere e seguire meglio il bambino nel suo sviluppo, oggi lasciato ancora troppo alla casualità e al ruolo educativo insidioso, pervadente e spesso devastante dei media. Tre sono i principi irrinunciabili nel rapporto con il bambino e l’adolescente. In un mondo complesso e imperfetto, è essenziale condividere con le famiglie e trasmettere con la giusta gradualità ai bambini alcuni principi fondamentali, che verranno integrati tanto meglio nella personalità e nei comportamenti del piccolo quanto più la relazione con gli adulti sarà fiduciaria e continuata. Il primo è il principio dell’autoprotezione, sul fronte sia della salute psicofisica generale, sia della contraccezione e delle malattie sessualmente trasmesse. Il principio della responsabilità, verso la propria salute, con appropriati stili di vita, e verso gli altri, nel gioco, nella scuola, negli affetti, nell’amore e, più avanti, anche nella sessualità. Irrinunciabile, infine, è il principio del limite, da inculcare ai bambini fin da piccoli.
LA FUNZIONE TERAPEUTICA DEL GIOCO – La tipologia dei giocattoli è mutata nel corso degli anni. Oggi viviamo nella società del consumismo e la maggior parte dei bambini ha giocattoli particolari, addirittura sofisticati in grado di stupire i compagni. I giocattoli attuali sono prodotti di serie e molto spesso vengono costruiti in fabbriche di paesi stranieri a basso costo. I nostri bambini vengono contagiati dalla pubblicità in televisione e fanno a gara per esserne in possesso. In passato i giocattoli erano più semplici, perché venivano costruiti dai bambini stessi che li inventavano stimolando, così, la loro creatività. Facevano da sé, ad esempio, le bambole di stoffa e costruivano gli attuali monopattini in legno. La strada costituiva il loro laboratorio naturale. Oggi si tende a rendere il giocattolo molto sofisticato e ricco di opzioni. Talvolta oltre alla sostanza ai giocattoli viene cambiato il nome per ottenere più effetto. Si ricorre nella nostra lingua ad un uso massiccio di parole inglesi, che rendono il prodotto ancora più appetibile. E’ il caso dei vecchi pattini che sono chiamati oggi dai bambini “Roller Blade”. Giocare è un’attività innata in ciascuna persona. Sin dalla primissima infanzia, è per il bambino un modo per approcciarsi al mondo che lo circonda e che lo incuriosisce. Più avanti in età prescolare, diventa un elemento indispensabile per la sua crescita intellettiva, affettiva, morale e fisica. Un bambino che non gioca è un bambino passivo, chiuso in se stesso, che non si relaziona agli altri. Le attività ludiche sono alla base di ogni attività nella scuola materna. Il bambino raggiunge gli obiettivi programmati dalle insegnanti sotto forma di gioco, apprendendo senza rendersene conto. Il gioco, quindi, riveste una importanza fondamentale in qualsiasi età, perché serve ai bambini per sviluppare la creatività ed ne facilita l’apprendimento.











