Pubblicato il: 4 mag 2010

“Domenico Gnoli & Franco Gentilini” in mostra presso la galleria Di Paolo Arte di Bologna

Dal 7 maggio al 30 giugno 2010

BOLOGNA – Inaugura venerdì 7 maggio 2010 alle ore 17.30, presso la galleria Di Paolo Arte, la mostra “Domenico Gnoli – Franco Gentilini”, che resterà aperta fino al prossimo 30 giugno 2010. Dopo avere presentato le mostre “La Metafisica” di Carlo Carrà e Giorgio de Chirico e “Forma 1” con Piero Dorazio e Achille Perilli, Di Paolo Arte dedica una nuova esposizione a due dei maggiori artisti figurativi del Novecento.

FRANCO GENTILINI – Si forma nel contesto della cultura italiana tra la seconda guerra mondiale e il dopoguerra, mette a punto la sua nota tecnica fatta di un felice connubio tra pittura e disegno con un fondo preparatorio in sabbia di fiume. Le opere in mostra sono cronologicamente comprese tra gli anni cinquanta, con alcuni significativi capolavori della svolta stilistica dell’artista, e la metà degli anni settanta. L’iconografia è quella cara all’artista: le grandi cattedrali, simulacri di un passato glorioso, divenuti oramai simboli vuoti e logori, le nature morte, i nudi femminili, le coppie di innamorati e i banchetti. Perché, come ci ricorda Moravia, Gentilini fu soprattutto un narratore per immagini, il cantore ironico e dissacrante di una realtà grottesca, in cui il rimando al quotidiano, nelle sue forme e nei suoi attributi più comuni, si trasforma in una discreta ma profonda partecipazione alle pene e alle miserie umane.
 
DOMENICO GNOLI – Figura di primo piano dell’arte internazionale negli anni Sessanta è Domenico Gnoli, il più originale interprete della Pop in chiave italiana che sviluppa un suo personale linguaggio, privo di riscontri analoghi nelle esperienze contemporanee. Presente in mostra con due opere del 1954 e 1963, il fascino di questo artista così particolare risiede nella capacità di conciliare un linguaggio di  chiara impronta pop con rarefatte atmosfere metafisiche che, quanto le dimensioni irrealmente ingigantite degli oggetti rappresentati, contribuiscono a creare un senso di spaesamento e straniamento. L’artista viene considerato il degno discendente della metafisica dechirichiana e uno dei maggiori rappresentanti del cosiddetto iperrealismo pittorico.

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