Pubblicato il: 18 mag 2010

“La ragazza di via Maqueda” di Dacia Maraini – Recensione

Storie di donne nell’album dei ricordi
di una grande scrittrice

RITRATTI DI DONNE – Si tratta di una raccolta di racconti, tratti dall’ album dei ricordi dell’autrice. Ci sono gli anni dell’adolescenza e quelli dei grandi incontri, ad esempio con Pasolini, la Callas, Alberto Moravia. Racchiude una galleria di ritratti femminili ambientati nella mai dimenticata Sicilia, a Roma città d’adozione dell’autrice e in Abruzzo, la terra boscosa, magica e selvaggia rifugio della maturità, dove la scrittrice si ritira a scrivere e a riflettere. Molte sono le figure di donna che affollano il libro, come Ada che durante un viaggio in aereo verso Toronto sotto il periodo natalizio decide di lasciare il marito; la ballerina Adalgisa e sua figlia Morena generosa infermiera; Splendor che ha dodici anni ed è appena arrivata da un paese dell’est che non vuole ricordare; le ragazze di Palermo Giusi, Mariola, Cettina, Tanina e Rodi. Ciò che accomuna tutte queste donne dal passato problematico e dal presente difficile non è solamente la presa di coscienza di se stesse e del loro potenziale, ma la comune voglia di non mollare, di non darla vinta, di non rassegnarsi. Il percorso è pieno di difficoltà, ma il futuro certamente migliore non è poi così irraggiungibile.

LA RAGAZZA DI VIA MAQUEDA – Il racconto che dà il titolo al volume è ambientato a Palermo, ed è una storia di denuncia dello smaltimento illegale di sostanze radioattive e quello della prostituzione minorile. Il protagonista del racconto è un ingegnere palermitano, indicato con le sole iniziali. Pur essendo un uomo onesto e un buon padre di famiglia, finisce con il rivelarsi come un inetto, un debole. Per certi versi è una vittima del sistema; una di quelle vittime, però, che non avendo la forza e il coraggio di ribellarsi finiscono, loro malgrado, per diventare parti del sistema stesso. L’uomo si trova costretto ad apporre la propria firma su un foglio che, come avrà poi modo di scoprire, consente alla ditta per cui lavora di procedere allo smaltimento illegale di materiale radioattivo. L’ingegnere, all’inizio, tenta una timida protesta, poi si trova di fronte ad una drammatica scelta: denunciare l’illecito o non reagire. Uno dei racconti è dedicato al viaggio in Sicilia di Guy de Maupassant, al suo sguardo sulle bellezze dell’isola e dei suoi abitanti con la sufficienza di chi giunge dal centro del mondo e ne osserva l’attraente periferia. Poi c’è Ramona, due lauree e nessun lavoro, alle prese con i compromessi per trovarlo. In Sicilia il lavoro è una lotteria, sono pochissimi i vincitori, ma c’è chi ci prova ogni giorno, chi non si arrende. Si susseguono una serie di racconti romani; esperienze e ricordi della scrittrice, gli amici più cari, primo tra tutto Pasolini. Vivo nella mente e nel ricordo, quasi presenza reale, lo vediamo protagonista di pagine dolcissime ed emozionate. Poi l’Abruzzo, i luoghi della maturità e le solitudini che concedono spazio alla creatività; tutto è un pò magico in quella terra, tutto a misura di essere vivente, animali, boschi, uomini.

DACIA MARAINI – Figlia dello scrittore Fosco Maraini e della principessa siciliana Topazia Alliata, Dacia trascorre la sua infanzia in Giappone dove la sua famiglia si stabilisce dal 1939 al 1946. Lì, dal 1943 al 1946, la famiglia è internata in un campo di concentramento giapponese. Al ritorno in Italia, si trasferiscono in Sicilia, presso i nonni materni, nella Villa di Valguarnera di Bagheria, e in seguito, ritornano a Fiesole. Questi anni sono raccontati dalla stessa Maraini nel suo romanzo Bagheria. Dopo la separazione dei genitori, a 18 anni Dacia raggiunge il padre a Roma dove pubblica il suo primo successo, “La vacanza” (1962). Seguono “L’età del malessere”(1963), “A memoria” (1967), “Memorie di una ladra” (1972), “Donna in guerra” (1975), “Il treno per Helsinki” (1984), “Bagheria”(1993), “Voci” (1994), “Un clandestino a bordo”(1996), “Dolce per sé”(1997). Nel 2001 pubblica “La nave per Kobe”, nel 2007 “Il gioco dell’universo”, nel 2008 “Il treno dell’ultima notte”. Si occupa anche molto di teatro; nel 1973 fonda a Roma con Maricla Boggio, il Teatro della Maddalena. Scrive più di sessanta testi teatrali rappresentati in Italia e all’estero, tra cui ricordiamo Manifesto dal carcere e Dialogo di una prostituta con un suo cliente. È a lungo compagna di Alberto Moravia, con cui vive dal 1962 al 1978.

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