Arriva il decalogo per i turisti
Secondo un’inchiesta di “Vie del Gusto”
i turisti vestono in modo troppo succinto
e sono poco rispettosi
IL TURISMO MOTORE DELL’ECONOMIA – Non c’è attività economica al mondo che, come il turismo, garantisca enormi vantaggi alle economie locali. Il valore aggiunto attivato resta, infatti, per lo più sul territorio che lo ha generato. La grande impresa, invece, quella che tutti gli italiani hanno contribuito a sostenere, a causa del processo di globalizzazione dell’economia e della conseguente ristrutturazione di tutto il tessuto industriale, non ha portato nuovi posti di lavoro, anzi ha ridotto quelli esistenti. I dati più recenti parlano da soli. Il nostro Paese nel suo complesso non ha fino ad oggi dimostrato di saper riconoscere, promuovere, preparare, né volere degli operatori turistici orientati ad assumere il ruolo di protagonisti dell’ intera economia. Non c’è pertanto da meravigliarsi se queste realtà aziendali si sono spesso isolate per tutelare una loro integrità, rinunciando a cercare integrazioni e associazioni, a promuovere il territorio, ad assumere in buona sostanza comportamenti imprenditoriali.
UN NUOVO MODELLO – Secondo Confturismo il modello di turismo italiano deve essere profondamente rivisto per uscire dallo schema attuale, che lo rende particolarmente vulnerabile da parte dei cosiddetti Paesi emergenti che possono contare su costi enormemente inferiori ai nostri e quindi possono essere molto competitivi dal punto di vista dei prezzi. Né bisogna privilegiare un modello di sviluppo fondato quasi esclusivamente su grandi opere infrastrutturali, sicuramente di grande visibilità anche politica, ma troppo simili a operazioni meramente immobiliari. L’Italia non ha bisogno di “falsi”, ha un patrimonio naturale enorme fatto di cultura, di tradizioni, di storia, di monumenti, di gente, di sapori che va semplicemente valorizzato e messo sul mercato con tecniche e capacità appropriate, in grado di coniugare coerentemente tutte le numerose componenti del settore. Vi sono nuovi strumenti per la promozione dello sviluppo di specifiche aree geografiche, come ad esempio quei patti territoriali che richiedono l’impegno congiunto degli imprenditori, delle amministrazioni locali e dei sindacati dei lavoratori per progettare unitariamente opportunità di sviluppo.
IL DECALOGO PER I TURISTI – Di sicuro grande risorsa a patto, però, che venga regolamentato da norme di buona condotta da impartire sia ai turisti che agli stessi abitanti. D’estate, in particolar modo, il caldo, la voglia di trascorrere ore in libertà, può comportare il rischio di sacrificare qualcosa in termini di bon ton. Abbigliamento fin troppo “easy” e schiamazzi diventano routine, soprattutto nelle città ad alta vocazione vacanziera, tanto che i sindaci di località come Taormina o Capri, ma anche Firenze o Venezia, dichiarano di essere delusi dalla mancanza di bon ton da parte dei turisti, e cercano di correre ai ripari annunciando misure restrittive che riportino maggior decoro nelle loro città. Da uno studio promosso dalla rivista “Vie del Gusto”, condotto dalla Bocconi Trovato & Partners dalle interviste fatte a circa 100 sindaci italiani, emerge un quadro poco confortante e in controtendenza con quanto siamo abituati a vedere all’estero dove quegli stessi turisti sono di casa. Per sette sindaci italiani su dieci, i turisti vanno in giro vestiti in modo troppo succinto e poco consono e aumentano gli schiamazzi notturni; alcuni scambiano la città per un parco divertimenti dove tutto è lecito. I sindaci dettano, pertanto, un decalogo valido anche per gli abitanti. Il vademecum prevede: guide per gli abitanti e cittadini in varie lingue, con regole da rispettare; locali notturni concentrati in una sola area della località; più iniziative culturali e manifestazioni; maggiore conoscenza delle lingue tra pubblici ufficiali, addetti e cittadini; servizi di raccolta porta a porta differenziata nel territorio; controllo della sicurezza più rigido; trasporti pubblici più efficienti; nuovi arredi urbani attrezzati, gradevoli e verdi; ampie possibilità di parcheggio fuori dei centri urbani; servizi di pulizia quotidiani per strade e luoghi pubblici più efficienti.











