Pubblicato il: 8 giu 2010

La Cmc di tendenza e il suo linguaggio a distanza

Le interazioni on line e la comunicazione faccia a faccia: un confronto da “sinonimi e contrari”

LE BARRIERE DELLA MULTIMEDIALITÀ – Nella cultura interattiva moderna non può mancare ormai la Cmc di tendenza, all’ordine del giorno e delle relazioni, un modo veloce e simultaneo per pescarsi ovunque e in qualsiasi momento, comunicando anche a distanze sostenute. L’importante è avere 2 PC a portata di clik, utilizzati da emittente e ricevente, con la contemporanea presenza dei due interlocutori in rete. Se si pensa alla reale situazione in atto, la configurazione è quella di un contatto in presenza, semplicemente, di un mezzo elettronico. E’ necessaria allora una fervida immaginazione per pensare che dall’altra parte dello schermo c’è qualcuno con cui sta avvenendo uno scambio in piena regola. Il contatto, quindi, c’è ma non si vede o per usare il termine più appropriato, è decisamente virtuale. Nella Comunicazione Mediata dal Computer o CMC (Computer Mediated Communication, nella letteratura anglofoba) è presente il testo, naturalmente, che viaggia in tempo reale, ma vengono esclusi quegli elementi della comunicazione non -verbale, che in un contatto a viso aperto farebbero da supporto. Un piccolo aiuto in tal senso proviene dalle eventuali emoticon, quelle espressioni facciali umane che si manifestano in presenza di un’emozione (sorriso, broncio, ghigno, ecc.) e che vengono stilizzate e utilizzate nei programmi di messaggistica chat  per sopperire proprio alla mancanza del linguaggio non verbale della comunicazione scritta, integrandosi col testo. Tutta pura illusione! L’abitudine di oggi a relazionarsi attraverso il computer fa scadere ogni autentica relazione, in un paradiso artificiale. Parlarsi al pc, a volte,  è una manipolazione, un modo per nascondere le emozioni, per filtrarle attraverso le barriere della multimedialità, che impediscono il tradizionale contatto a pelle. Sarebbe il caso che l’uomo moderno non soppiantasse i vecchi metodi di comunicazione ma semplicemente che li mescolasse con quelli di oggi nella consapevolezza degli effetti positivi e negativi, in modo da migliorare non rovinare la qualità di una vita di relazione.

PARLARSI COL LINGUAGGIO DEL CORPO – Comunicare on line, digitando i tasti del pc e toccandone altri, equivale quasi a trovarsi l’uno di fronte all’altro, con la differenza di un computer di mezzo. Un’interferenza non da poco, se si considerano alcuni aspetti da non trascurare. Ad esempio, durante la CMC i messaggi non sono necessariamente elaborati in tempo reale come per la comunicazione faccia a faccia in cui non vi è alcun ritardo tra momento di emissione e momento di ricezione. Non solo: l’emittente in CMC non può sapere se il suo messaggio è arrivato al ricevente, poiché mancano quei feedback immediati, utilizzati invece nella comunicazione faccia a faccia, almeno finché non riceve una risposta diretta o almeno indiretta, che dia di questo conferma. La comunicazione elettronica appare così come uno strano ambiente di comunicazione in cui la trasmissione dell’informazione non si accorda necessariamente con la sua ricezione. La CMC è un medium a parte, solo un fax simile della comunicazione faccia a faccia, con tanti punti che convergono e si scontrano, quasi si leggesse tra le righe un dizionario di sinonimi e contrari. La CMC è appartenente all’area dell’uso delle nuove tecnologie, con le sue precise regole sociali, che non possono che escludere, tra l’altro, un linguaggio importantissimo e utile: il linguaggio del corpo. Questo gioca un ruolo fondamentale nelle relazioni con gli altri. Come tutti i linguaggi, anche quello parlato dal corpo ha la sua grammatica e sintassi, con un’interpretazione dei segnali corporei, che consiste nell’attribuire un significato specifico a un singolo gesto senza isolarlo da tutti gli altri. Ci aiuta a capire se una persona è sincera oppure sta mentendo, se una persona del sesso opposto è attratta. Può creare i presupposti per indurre interesse sessuale e romantico, ottenere stima, rispetto e considerazione dagli altri, può mettere le altre persone a proprio agio in nostra presenza o farci percepire se provano disagio. I messaggi che il corpo manda, insomma, rivelano molte cose, che ci aiutano in tante circostanze a delineare meglio le situazioni. Lo sguardo, la voce, la postura, la gestualità, tutto concorre a comprendersi un po’ di più ma soprattutto a comunicare, superando le apparenze del linguaggio verbale, senza indossare maschere, come quelle inevitabili di un approccio virtuale.

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