Bellezza a tutti i costi
Troppi ritocchi a discapito della naturalezza
IL BOOM DELLA CHIRURGIA ESTETICA – I rischi della chirurgia plastica non scoraggiano il boom di interventi. Si stima che ogni anno siano circa tre milioni le persone che si sottopongono ad interventi di chirurgia plastica, nonostante si tratti di interventi a volte anche piuttosto costosi e pericolosi. Si tratta di rischi di cui i pazienti non sono sempre adeguatamente a conoscenza. La convinzione che si tratti di interventi semplici, quasi di routine, è molto diffusa e purtroppo anche infondata. Si tratta pur sempre di interventi chirurgici, che in alcuni casi vengono effettuati in anestesia totale e che non sono così semplici come si crede. Basti pensare alle cronache e a quanti casi di interventi “di routine”, come le liposuzioni, hanno portato a conseguenze serissime. Nonostante questo, però, il trend continua a salire e sono sempre di più le persone che si sottopongono ad interventi di chirurgia plastica. Secondo gli esperti interpellati da Time, infatti, il motore principale del fenomeno non è più da ricercarsi nel desiderio di piacere, di ottenere approvazione, di essere accettati, ma da una più sottile e generica variazione dei canoni culturali ed estetici deliberata dai mezzi di comunicazione.
LA MANIA DEL RITOCCO – Basta guardarsi intorno in spiaggia, al ristorante o in palestra, per vedere come le italiane siano divise in due categorie: da una parte le ritoccate, purtroppo molto spesso ben riconoscibili e con tratti improbabili, dall’altra le naturali. La tendenza ormai è quella di cercare l’artificio come forma per distinguersi, con un effetto caricatura sempre in agguato, parola di Pierpaolo Persichetti, primario di chirurgia estetica e ricostruttiva. “In tv, ma anche sui giornali – dice all’Adnkronos Salute – trionfano icone della bellezza innaturale. Presentatrici e donne di spettacolo all’improvviso sfoggiano zigomi rigonfi, labbra a palloncino, seni che sfidano la forza di gravità e fronti bombate dalle troppe punturine. Oggi le pazienti del medico estetico e del chirurgo plastico non sono più tali, ma piuttosto delle clienti che chiedono con forza un certo tipo di intervento, senza pensare a quanto armonico possa essere adesso, o fra qualche anno”.
IL SENSO DELLA MISURA - Non si è più attenti all’evoluzione personale di sé, quanto all’apparire fine a se stesso, dal momento che l’aspetto esteriore nel mondo di oggi può essere motivo di crescita sociale, un modo per esercitare potere e appeal. La squadra delle rifatte è allegramente inconsapevole dell’effetto che provoca a un occhio critico o almeno attento. Non si chiede cosa accadrà fra qualche anno, quando a 70-80 anni dovrà girare con quelle labbra a palloncino. Lo spettro, dice Persichetti, è quello di “icone artificiose e caricature quasi aliene”. Occorre rieducare al gusto, riportare l’attenzione su ciò che vale veramente, ma anche insegnare ai giovani medici a dire no alle richieste estreme. Se c’è un disagio bisogna imparare a comprenderne l’essenza e capire se c’è un modo per aiutare, senza che si generi in futuro un disagio maggiore. Sta agli specialisti aiutare i pazienti che sempre più spesso si rivolgono al chirurgo a riscoprire il senso della misura e dell’armonia.











