“Ragionevoli dubbi” di Gianrico Carofiglio – Recensione
L’avvocato Guerrieri ritorna
con un altro caso impossibile
UN CASO IMPOSSIBILE – Il quarantaduenne avvocato penalista Guido Guerrieri vive solo. Margherita, la sua compagna, è da poco partita per lavorare in un’agenzia pubblicitaria americana, quando arriva il telegramma di un detenuto, Fabio Paolicelli. Guerrieri lo aveva conosciuto negli anni settanta come Rayban, picchiatore fascista. Ora è in carcere con l’accusa di traffico internazionale di stupefacenti. Le prove a suo carico sembrano schiaccianti, eppure Paolicelli si dichiara innocente e dice di essere stato incastrato dall’avvocato Macrì, suo difensore in primo grado. Guerrieri non avrebbe voluto assumere il caso, non solo perché tutto pare essere contro, ma anche perché Paolicelli, è una sua vecchia conoscenza. Decide, però, nonostante tutto, di difenderlo, contravvenendo persino ad una di quelle preziose regole non scritte in vigore tra avvocati, che vieta di salvare un cliente buttando a mare un collega.
RAGIONEVOLI DUBBI – Guerrieri accetta, intravedendo ragionevoli dubbi in quella luce di serena onestà negli occhi del suo cliente. Tema non facile quello centrale su cui punta la difesa di Guerrieri: chiamare a testimoniare l’ex avvocato di Paolicelli, quel Macrì tanto in odore di connivenze mafiose. La vicenda, inoltre, è complicata dalla presenza di una donna bellissima, Natsu Kawabata, la moglie di Paolicelli; papà giapponese e mamma napoletana, un tempo modella ora cuoca di classe. Guerrieri ne subisce il fascino e comincia con lei un’intensa relazione. Nella risoluzione del caso si farà aiutare dal solito amico poliziotto, l’ispettore Carmelo Tancredi e dagli amici magistrati; a Roma il compagno d’università Andrea Colaianni, a Palermo Alessandra Mantovani. Una storia complicata e divertente, avvincente ed appassionante.
GIANRICO CAROFIGLIO – È figlio della scrittrice Enza Buono e fratello del regista, scrittore e illustratore Francesco Carofiglio. Magistrato dal 1986, ha lavorato come pretore a Prato, pubblico ministero a Foggia e in seguito ha svolto le funzioni di Sostituto procuratore alla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. Ha esordito nella narrativa per Sellerio nel 2002 con “Testimone inconsapevole”, seguito da “Ad occhi chiusi” (2003), dando vita a un nuovo personaggio, l’avvocato Guerrieri. L’entusiasmo dei lettori, il crescente e continuo successo di vendite e gli elogi della critica ne hanno fatto un vero caso editoriale, confermato dalla presenza costante nelle classifiche dei bestsellers.











