Pubblicato il: 20 set 2010

Roméo et Juliette di Charles Gounod

22, 26 e 28 settembre 2010
presso il Teatro Verdi di Salerno

SALERNO – Il 22, 26 e 28 settembre 2010 il Teatro Verdi mette in scena Roméo et Juliette di Charles Gounod. Si tratta di una delle più riuscite rappresentazioni della struggente e tragica storia d’amore funestata dall’odio familiare. Un dramma sempre attuale che riesce a commuovere ed emozionare. Il direttore artistico è il maestro Daniel Oren, la regia di Riccardo Canessa, maestro del coro Luigi Petrozziello, scene e costumi di Alfredo Troisi, coreografie di Pina Testa. Nel cast Jessica Pratt e Saimir Pirgu, nel ruolo di Juliette e Roméo, da Denis Sedov (Padre Lorenzo), Markus Werba (Mercuzio, amico di Romeo), Francesca Franci (Stefano, paggio di Romeo), Simone Alberghini (il conte Capuleti, padre di Giulietta), Enzo Peroni (Tybalt), Milena Josipovic (Gertrude), Carlo Striuli (il Duca di Verona), Angelo Nardinocchi (il conte Paride, fidanzato di Giulietta), Marco Camastra (Gregorio), Francesco Pittari (Benvolio), Michele Sorrentino e Annalisa Vitiello (ballerini), Emiliano Aliberti, Alberto Cammarota, Fabio Granata, Roberto Ritrovato (i figuranti), Orchestra Filarmonica Salernitana “Giuseppe Verdi” e il Coro del Teatro dell’opera di Salerno.    

ROMÉO ET JULIETTE – È un’opera in cinque atti di Charles Gounod su libretto in francese di Jules Barbier e Michel Carrè, tratto da Romeo e Giulietta di William Shakespeare. La sua prima rappresentazione ebbe luogo al Théâtre-Lyrique Impérial du Châtelet di Parigi il 27 aprile 1867. Nel 1867 costituì un successo proprio per la quantità e bellezza dei momenti lirici in essa contenuti. Nell’intento di seguire Shakespeare i librettisti introdussero finanche un’ouverture-prologo in cui il coro commisera la storia e il triste destino dei due amanti come nel dramma shakespeariano, quindi l’opera si apre sulla festa da ballo in cui i due protagonisti si incontrano e si innamorano, ma per altri aspetti omisero passaggi pregnanti del dramma e in effetti anche la musica di Gounod non riuscì a rendere la tensione drammatica della fonte. D’altro canto la vena intima della sua ispirazione si espresse al massimo proprio nei momenti amorosi  caratterizzati da un linguaggio musicale dall’armonia ricercata che fa da contrasto con la simmetria fraseologica della melodia. Sono brani di grande intensità e ampiezza che occupano quasi totalmente il secondo e il quinto atto. Qualcuno ha parlato di una risposta francese al Trista un Isolde di Wagner, la cui partitura era stata pubblicata nel 1860. L’opera si distingue inoltre per il senso della misura e per il calore  espressivo complessivo  scaturente da una somma di momenti in sé assoluti, citiamo uno fra tutti, il duetto del secondo atto (“O nuit divine”), di grande attrazione melodica, corrispondente alla scena del balcone in cui la convenzione della cabaletta viene assorbita da una sorta di libera articolazione del dialogo tra gli amanti.

Scrivi un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Segui ContattoNews.it

Segnalato


WebDesign a cura della ContattoComunicazione.it | Editore Associazione Culturale My Feel | Special Thanks: ContattoTV | W3C Valid CSS