Pubblicato il: 28 set 2010

Dopo sessant’anni rinasce il Palazzo Barberini

Tanti i visitatori che hanno ammirato
l’imponente architettura barocca
dell’edificio e le opere esposte

ROMA – È passata una settimana da quando Palazzo Barberini è stato aperto al pubblico e già tanti sono stati i visitatori che hanno ammirato l’imponente architettura barocca dell’edificio e le opere della Galleria Nazionale di Arte Antica che ospita. Al piano terra, negli spazi che nel Seicento erano destinati ad appartamenti del cardinale Antonio Barberini, nipote del papa, si aprono le nuove sale espositive destinate alla Pittura dei secoli XII-XV in cui saranno presenti dipinti che escono dai depositi per essere finalmente ammirati dai visitatori. Ad esse si aggiungono le 15 sale del piano nobile con le opere fino al XVII secolo, con il nucleo delle opere dei Caravaggeschi, mentre si prevede di ampliare la Galleria, nella primavera del 2011, con le 12 sale del secondo piano, dedicate alle collezioni che vanno dal tardo barocco al ’700, e con l’appartamento settecentesco abitato dai Barberini fino al 1964 e rimasto miracolosamente intatto, che completeranno il percorso espositivo della Galleria Nazionale, destinata a diventare finalmente, con le sue 500 opere esposte in 36 sale e gli innumerevoli capolavori, uno dei più importanti musei del mondo.

LE OPERE – Tra le opere più note finalmente visibili nelle nuove sale al piano terra, vi è l’icona della “Madonna Advocata”, la “Annunciazione” di Filippo Lippi, il “Ritratto virile” di Giovanni Bellini e il “San Gerolamo del Perugino”. Il percorso termina nella suggestiva Sala delle colonne, completamente recuperata dal sofisticato e raffinato restauro operato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici di Roma. Al piano nobile, dove sono aperte al pubblico dieci sale con opere che vanno dal Rinascimento al primo Barocco, da Raffaello a Caravaggio, si aprono cinque nuove sale che illustrano l’arte di transizione tra manierismo e naturalismo. Dipinti celebri come, il Paesaggio con Villa Sacchetti di Pietro da Cortona, il Paesaggio con Agar e l’angelo di Nicolas Poussin, il Giudizio di Salomone di Valentin de Boulogne, che non vengono visti da anni.  Parallelamente si percorreranno i fastosi ambienti monumentali: la Sala dei Marmi allestita con tele barocche di grandi dimensioni e statue, la Sala Ovale e il Salone di Pietro da Cortona in cui verrà esposta e suggestivamente illuminata la Fornarina di Raffaello, quadro simbolo della Galleria Nazionale . Tutte le opere sono state revisionate o restaurate dal Laboratorio di Restauro del Polo Museale Romano, in parte grazie al contributo di AXA MPS, di Arpai, la sala multimediale è stata realizzata dalla Fondazione IBM Italia mentre le audioguide in italiano, inglese e francese, sono state realizzate con il sostegno del Gioco del Lotto.

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