“Momenti di trascurabile felicità” di Francesco Piccolo – Recensione
Umorismo e intelligenza alla ricerca della felicità
FRANCESCO PICCOLO - Scrittore e sceneggiatore italiano di grande successo, apprezzato dalla critica e dal pubblico è sicuramente una delle menti più brillanti della nostra letteratura. Uno scrittore prestato al cinema, un novello re Mida che trasforma in successo tutto quello su cui lavora, vincitore di svariati premi letterari e sceneggiatore di film importanti quali “Caos calmo” e “ La prima cosa bella” quest’ultimo in lista per diventare miglior film straniero alla serata degli oscar. Pubblica il suo nuovo libro seguendo come sempre i suoi canoni di originalità e bravura estrema.
MOMENTI DI TRASCURABILE FELICITÀ – Edito da Enaudi si presenta come un elenco delle abitudini quotidiane, un modo per cercare la felicità nelle cose banali, perché in fondo la felicità è ovunque basta volerla cercare. Abituati ad essere circondati da libri comici e scritture anche un po’ abbozzate l’umorismo sottile di questo libro si fa spazio ed è come un bel vento fresco. Cattiveria e una gran bella dose di messaggi non detti, regole sociali scavalcate per far posto ad una felicità che per alcuni potrebbe essere trascurabile, perché fatta dalle piccole cose, ma che in fondo è alla base della nostra vita. Frasi brevi, piccoli concetti e aneddoti divertenti sono alla base del libro. Una lista di cose semplici di momenti vissuti all’insegna dell’umorismo, racconti che fanno nascere un lieve sorriso sul volto di chi legge, una scrittura arguta e spesso un po’ cattiva un’ordinari felicità data dalle cose di tutti i giorni, come sbirciare nel bagno degli altri per vedere tutti i tipi di creme e cremine che i padroni di casa usano, come quando si capisce che la riunione del condominio alle sei di mattina era solo formale e non ci si doveva andare. Piccole cose che rendono la giornata migliore se le sappiamo cogliere, una trascurabile felicità ma che è comunque una felicità continua, eterna, che ci accompagna in ogni dove. Ricordi che appartengono ad un passato non dimenticato, abitudini ormai lasciate e altre ritrovate nella propria quotidianità. È un continuo cercare, un analizzare la vita, un elenco al contempo personale ma nel quale ogni lettore si può immedesimare. Da questo libro nasce una sorta di gioco col lettore un continuo cercare similitudini e dissensi una sorta di “ce l’ho-mi manca” tipico degli scambi di figurine quando si era piccoli. È un coinvolgimento superficiale ma che porta il lettore ad analizzare anche involontariamente la propria esistenza e che fa capire che in fondo trovare la felicità non è poi così difficile.











