“Tu non c’eri” di Erri De Luca – Recensione
La nuova opera dello scrittore
pubblicata da Dante & Descartes
TU NON C’ERI – Nasce da un’idea di Andrea Di Bari la “scrittura per scene” di Erri De Luca, pubblicata dalla casa editrice di Napoli Dante & Descartes. Bellissime foto di Paola Porrini accompagnano il testo. Ancora la montagna che “si muove”, “interviene” e fa da sfondo ad un dialogo-duello che ricorda quello silente e atteso tra il cacciatore e il re dei camosci, ne “Il peso della farfalla”. Stavolta gli interlocutori sono un il figlio ormai adulto e suo padre, la ” cornice vuota” della sua vita, un ricordo sostituito da una foto di montagna. L’uomo ha sofferto l’assenza e patito la rincorsa di un “perché” mai ricevuto. Ora padre e figlio sono l’uno di fronte all’altro. Il tempo non vissuto, come sempre avviene, si dilata nell’ attimo del confronto. E il confronto svela il senso della durevole mancanza: l’impulso insopprimibile del padre di trovare il proprio posto nella “generazione rivoluzionaria”, di sostituire al “noi” paterno il “noi coetanei della stessa lotta”. Quale sentenza emetterà la cima della montagna? L’anziano padre che ha “saldato il debito” per la legge, riuscirà a saldarlo in extremis anche per quel figlio “condannato a stare fuori” dalla sua vita?
DA LEGGERE PERCHÉ – Il lettore, come d’abitudine, si “rifugia” in Erri De Luca. Le sue opere ormai sono vere e proprie baite, nelle quali si riscopre “la parola” e si riflette, ma senza mai giungere ai nevrotici meccanismi innescati dalle moderne produzioni letterarie. Meno male.
ERRI DE LUCA – Per Dante & Descartes ha pubblicato: Tufo, 1999; Altre prove di risposta, 2000; Lettere da una città bruciata, 2002; Immanifestazione, 2003; Precipitazioni, 2004; Lettere a Francesca, 2005; Chisciottimista, 2005; Napòlide, 2006; Lettere fraterne , con Izet Sarajilic, 2008; Tentativi di scoraggiamento (a darsi alla scrittura), 2009. Ha tradotto dallo Yiddish Nòah Anshel dell’altro mondo, di Dovid Katz, 2002.












Recensione pregnante e persuasiva che “spinge” a leggere il libro. I miei più sentiti complimenti all’autrice e il sincero augurio che la sua stella continui a brillare.