Pubblicato il: 2 dic 2010

Dimmi come parli e ti dirò chi sei

Secondo studi scientifici il modo di parlare
svela il mondo interiore di ognuno di noi

LA VOCE LO SPECCHIO DELL’ANIMA – La voce suona squillante e ritmica? Rispecchia una persona percepita come sincera ed estroversa. È lenta e grave? Il “proprietario” sarà giudicato competente e affidabile. È veloce e acuta? Chi la emette sembrerà insicuro e sensibile. Il modo di parlare svela il mondo interiore di ognuno di noi e a dirlo è la scienza. “La voce che sei” è stato il tema di un workshop che si è tenuto sabato 27 novembre 2010 all’università Cattolica di Milano. Un appuntamento promosso dal Centro studi e ricerche di psicologia della comunicazione e dal Laboratorio di psicologia dell’ateneo di largo Gemelli, che ha messo a confronto esperti di foniatria, ingegneria, psicologia e comunicazione. Dalla gestione della conversazione al canto, dalla comunicazione telefonica alle voci sintetiche degli avatar, dalla ricerca di empatia con lo spettatore in film e cartoon agli strumenti di identificazione vocale usati nel settore della pubblica sicurezza, fino alla musicoterapia. Lo studio professionale della voce ha molte applicazioni. La voce è un elemento chiave anche per l’affermazione della propria identità e per costruire l’immagine che ognuno vuole dare di sé a chi lo circonda. Ci qualifica come un’impronta digitale, come un biglietto da visita attraverso cui l’interlocutore può attribuirci particolari tratti caratteriali, una personalità definita, un universo emotivo. La voce è in grado di veicolare, ma anche di indurre emozioni positive e negative. La voce, insomma, è lo specchio dell’anima.

LA SCELTA DELLA VOCE NEL CINEMA – Un’equazione ben nota anche al mondo del cinema, dove scegliere il doppiatore giusto, nei film tradotti, come pure nei cartoni animati, può fare la differenza al botteghino. Un personaggio viene definito dalla propria voce, individuata attraverso i tratti caratterizzanti e la capacità del timbro di suscitare emozioni e disposizioni empatiche, precisano gli esperti della Cattolica. Durante l’incontro milanese si è discusso anche del rapporto vocale tra uomo e macchina, e dell’applicazione della voce nelle nuove tecnologie. Rappresentanti di aziende leader del settore hanno parlato dell’analisi dei tratti vocali degli avatar e dei software per l’identificazione vocale o la traduzione vocale digitale. L’evento, infine, è stato l’occasione per presentare l’attività di ricerca e formazione del Laboratorio di psicologia della comunicazione dell’ateneo fondato da padre Agostino Gemelli. Uno degli studi esamina la voce degli adulti che si rivolgono ai bambini, analizzando un campione di 750 domande. Un’altra ricerca si è proposta, invece, di indagare i cosiddetti “indizi vocali di comunicazione empatica”. Gli studiosi hanno raccolto un corpus di 80 conversazioni telefoniche di 40 persone (20 operatori esperti di linee di ascolto, 20 inesperti), dimostrando che chi ha mestiere risulta più abile nel sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda dell’interlocutore e delle sue emozioni. Gli studi provano, inoltre, che empatici non si nasce, ma lo si può diventare.

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