Pubblicato il: 20 gen 2011

“Inquisizione” mostra di Pietro Lista

Salerno, Complesso di Santa Sofia
fino al 15 febbraio 2011

SALERNO – È stata inaugurata la mostra di Pietro Lista “Inquisizione” che sarà aperta al pubblico fino il 15 febbraio 2011, presso il Complesso di Santa Sofia. “Inquisizione” è la mostra che Pietro Lista affida a dodici sculture di “cardinali”.

INQUISIZIONE – “Guardateli – dice Rino Mele nel testo critico che accompagna la mostra – questi vecchi impudichi che Lista ha fermato nel tempo del loro potere: immersi nel rosso (la porpora che li segna come un’ingiuria) non hanno corpo, solo il busto e, in mezzo al volto, l’apertura oscena della bocca dove la parola s’è inaridita, sostituita dalla lingua aggressiva degli animali predaci. Seguaci di quel Malleus Maleficarum, con il quale s’intese codificare la più crudele inquisizione, i dodici cardinali sono messi in fila nel loro ultimo gesto, calcificato in una sospensione di vuoto, a fronte di un “qualcosa contro cui gridano, sberciano, stridono con la lingua vituperosa. Niente di sacro è rimasto intorno ad essi se non i copricapo, mitre, galeri, zucchetti, bende, simboli di perdizione che loro reggono come re infernali in un osceno teatro di fantasmi”. Non è un caso, però, che i cardinali ruotino intorno all’icona-autoritratto dello stesso Pietro Lista, classicamente tratteggiato per intero in una verità di sottile testimonianza. Ed è questa, ovviamente, la testimonianza propria dell’arte, che sempre rintraccia nelle cose il risvolto dell’attualità, inquisendole con la propria tensione creativa, a volte con sguardo impietoso, a volte con fatalistico, ma elevato distacco.

L’ARTISTA – Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Napoli formandosi con Emilio Notte, Giovanni Brancaccio, Vincenzo Ciardo, Mario Colucci. Inizia ad esporre dal 1960 in Italia e all’estero. In questi anni frequenta gli ambienti di avanguardia napoletana, dominata dalla figura di Luca (Luigi Castellano) e prende parte, insieme al Gruppo NA/6, ad una mostra presso la Galleria Numero di Firenze nel 1962; nel 1965 partecipa ad una collettiva presentata da Giulio Carlo Argan alla Galleria del “Cine Club” di Napoli. Nel 1968 è presente alla mostra di Amalfi Arte Povera + Azioni povere, a cura di Germano Celant; nello stesso anno costituisce il Gruppo Teatrale Artaud, dove, in sintonia con il teorico del Teatro della crudeltà, sperimenta la fisicità ritualizzata e codificata della danza come espressione fisica; il manifesto Il verbo sorge dal sonno come il fiore, ne è il testo teorico. Nel 1970 apre la Galleria Taide a Salerno, fonda l’omonima casa editrice e pubblica la rivista “Taide”. Lo spazio espositivo è il luogo di incontro e confronto tra i maggiori intellettuali salernitani dell’epoca, quali Alfonso Gatto, Filiberto Menna, Achille Bonito Oliva. Della sua intensa attività espositiva hanno scritto Giulio Carlo Argan, Renato Barilli, Raffaele D’Andria, Maria Di Domenico, Giorgio Di Genova, Gillo Dorfles, Rino Mele, Filiberto Menna, Achille Bonito Oliva, Angelo Trimarco.

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