Cancro e dieta: tornano in piazza le arance della salute
Sarà possibile acquistare una delle 420.000 reticelle da 3 kg
disponibili nei banchetti allestiti dai 20.000 volontari
versando un contributo di 9 euro per aiutare la ricerca

AIRC – Sabato 29 gennaio 2011 in più 2000 piazze italiane, tornano le arance della salute dell’Airc, l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro. Sarà possibile acquistare una delle 420.000 reticelle da 3 kg disponibili nei banchetti allestiti dai 20.000 volontari versando un contributo di 9 euro per aiutare la ricerca. È noto il collegamento tra dieta e tumori e le arance rosse costituiscono un alimento prezioso per la prevenzione. Ma che altro dovremmo mangiare per stare in salute e prevenire i rischi? Lo abbiamo chiesto a Patrizia Pasanisi, epidemiologa e nutrizionista dell’Istituto Nazionale Tumori.
È vero che l’alimentazione contribuisce al rischio cancro?
Un’alimentazione corretta potrebbe aiutare la prevenzione di oltre il 30 per cento dei tumori. Al contrario una dieta con tanti prodotti raffinati, abbondante in proteine animali e molto calorica determina nell’organismo una serie di modifiche metaboliche, ormonali e dello stato infiammatorio che predispongono all’obesità, all’insorgenza della resistenza all’insulina e ad altre malattie cronico-degenerative. Compresi vari tipi di tumore.
Quali sono gli alimenti da cui stare alla larga?
Proteine animali, grassi saturi, cibi industrialmente raffinati, condimenti: non esiste un unico alimento responsabile dell’insorgenza del cancro, né uno che da solo possa salvarci.
Che cosa è preferibile mangiare?
Il fondo mondiale per la ricerca sul cancro ha dato 10 indicazioni chiave che aiutano la prevenzione di tutti i tumori. Nella sostanza si tratta di basare la dieta quotidiana su alimenti di origine vegetale, quindi verdura e frutta di stagione, non industrialmente raffinati. Cereali, preferibilmente in chicco integrali, proteine di origine vegetale, ovvero i legumi, associati a un po’ di proteine animali, preferendo quelle del pesce ricco di omega 3, che riduce l’infiammazione e ha proprietà positive sul colesterolo.
Una ricerca recente sostiene che il consumo di pesce aiuta a prevenire il tumore alla prostata.
Il pesce fino ad oggi era considerato protettivo soprattutto per le malattie cardiovascolari, grazie alla sua azione di abbassamento del colesterolo cattivo. Uno studio recente suggerirebbe l’esistenza di un collegamento tra il consumo di pesce e la riduzione delle metastasi nei tumori prostatici più aggressivi.
Mangiare tanto pesce, allora, è una garanzia di buona salute?
Il pesce pescato è un alimento importante per la prevenzione ma non l’unico. Conta più che altro lo stile di vita nel complesso. Se mangio tutti giorni pesce ma anche insaccati rischio di annullarne l’effetto benefico.
Adesso facciamo la lista nera degli alimenti che andrebbero proprio evitati.
In base alle raccomandazioni del fondo mondiale sono da evitare insaccati, carni conservate e bevande zuccherate. Non solo la Coca, ma anche i tè zuccherati e i succhi con zuccheri aggiunti. Sono poi da limitare tutti gli alimenti ad alta densità calorica, ricchi di grassi e zuccheri.
Il cancro è una malattia del benessere, dovuta al fatto che mangiamo molti più cibi grassi e calorici rispetto al passato?
Una volta la lasagna si mangiava una volta alla settimana, la domenica. E lo stesso valeva per i dolci di pasticceria. I cibi ricchi di calorie vanno tolti dalla quotidianità e limitati a occasioni isolate. Dovremmo tornare a una dieta molto semplice con pochi alimenti poco raffinati, un consumo limitato di carni rosse: se si mangia carne un paio di volte alla settimana, meglio optare per carne bianca di qualità. La bistecca andrebbe mangiara ogni 20 giorni.
Serve un ritorno al passato?
Sappiamo che i tumori diffusi nei paesi ricchi, alla mammella, al colon e alla prostata, sono legati a un’eccessiva alimentazione. Dovremmo ritornare alla nostra dieta mediterranea, che sappiamo essere protettiva per la totalità delle malattie cronico-degenerative.
Come si concilia questa necessità con i ritmi imposti dalla vita di oggi?
Basta sapere cosa mangiare: è difficile che in una mensa non si trovi un piatto di pasta con un condimento leggero o che sia assente il pesce. Anche la pizza va bene, ma non tutti i giorni. Basta avere gli strumenti. Scegliendo la frutta e la verdura, poi, non si sbaglia mai, a patto di scegliere quelle di stagione: adesso vanno bene le arance e le mele, ma non le fragole, questa è la stagione delle crucifere (tutti i tipi di cavolo, broccoli, cavolini di Bruxelles, n.d.r.), vegetali ricchi di composti con proprietà antitumorali, ma non dei pomodori. Spostare la stagionalità non è un fattore di rischio ma è indicatore di abitudini sbagliate.










