Pubblicato il: 15 feb 2011

Boom di richieste per correggere i “ritocchi”

In crescita il numero delle persone che devono ricorrere
a un intervento riparatore di chirurgia estetica

 
BOOM DI “RITOCCHI-BIS” – È in forte crescita il numero di chi è costretto a ricorrere a un secondo intervento di chirurgia estetica per porre rimedio ai danni di una precedente operazione. «Stando alla mia esperienza, negli ultimi cinque anni la percentuale di pazienti che si sono sottoposti a una revisione chirurgica è cresciuta fino a raggiungere il 20% del totale». Lo spiega Egidio Riggio, specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica, e microchirurgia presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano. Molti pazienti ancora oggi si affidano a medici scarsamente qualificati, che spesso operano in ambulatori non idonei, esaminando superficialmente ogni caso clinico. Sembra che a lasciare più scontenti sia proprio l’intervento per ottenere un decolletè prorompente. «Soprattutto per quanto riguarda la mastoplastica additiva – spiega lo specialista in una nota – troppo spesso assistiamo alla mancanza di una giusta progettazione preoperatoria e di una corretta e seria informazione medico-scientifica». Siamo arrivati al punto che si promuove come un vantaggio l’offerta di un re-intervento totalmente gratuito in caso di insuccesso senza dare spiegazioni chiare di cosa sia successo e soprattutto di come porre rimedio all’errore. Una dinamica subdolamente perversa in quanto lega psicologicamente il paziente deluso al suo carnefice, dal momento che scegliere un altro chirurgo comporterebbe dei costi aggiuntivi, spesso eccessivi per le proprie finanze.

TROPPA DISINFORMAZIONE – Proprio la comunicazione tra chirurgo e paziente è spesso lacunosa, sia a causa di una scarsa professionalità che di forti interessi commerciali, con una conseguente cattiva informazione sui reali rischi e sui veri vantaggi di un’operazione. «Purtroppo ho verificato – continua Riggio – come tante donne operate al seno e rioperate negli ultimi dieci-quindici anni, dimostrino di avere idee vaghe su modello, marca e volume delle protesi inserite e come a volte le protesi rimosse non corrispondano neppure a quanto creduto dalle pazienti». A causa di uno o più interventi progettati e realizzati male, molte donne soffrono per anni. Inoltre non è sempre possibile rimediare agli errori commessi precedentemente con un secondo intervento. « Per una corretta operazione – spiega Riggio – è necessaria un’approfondita analisi del paziente e delle eventuali problematiche e delle precauzioni da seguire, ma alcune volte queste regole basilari non vengono rispettate, andando incontro a complicanze di non facile risoluzione nemmeno con un secondo intervento. Stando alla mia esperienza – continua lo specialista – negli ultimi cinque anni la percentuale di pazienti che si sono sottoposti a una revisione chirurgica più o meno totale è cresciuta fino a raggiungere il 20% del totale». Questa è solo la punta dell’iceberg di chi ha maturato una negativa esperienza con la chirurgia estetica e la medicina estetica. Risultati simili si verificano con l’impiego dei filler di riempimento per rughe, labbra, zigomi. Anche tra le celebrità non mancano esempi di pentiti illustri da Nicole Kidman, che negli ultimi anni ha mostrato un viso sempre più inespressivo per colpa di trattamenti a base di botulino che non l’avrebbero lasciata soddisfatta, a Carmen Electra, lamentatasi per delle protesi al seno troppo grandi.

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