Pubblicato il: 17 feb 2011

“Reality and fantasy” il debutto discografico di Raphael Gualazzi

Il giovane pianista e compositore è in gara
a Sanremo Giovani con “Follia d’amore”

SANREMO –  “Reality and fantasy” il debutto discografico con la Sugar di Raphael Gualazzi, l’eclettico pianista, compositore e cantante di Urbino in grado di guardare e restituire  il mondo attraverso  le lenti del jazz e dello stride piano.  Prodotto, composto e arrangiato dallo stesso Raphael Gualazzi, “Reality and fantasy” è un progetto di Caterina Caselli che si compone di 14 tracce più una bonus track impreziosite dal contributo di nomi come, Gilles Peterson (“Reality and fantasy remix”), James F. Reynolds e Pete Glenister (“A Three second breath”), Vince Mendoza (“Follia d’amore), Fabrizio Bosso  (alla tromba in “Follia d’amore”, “Icarus”, “Behind the sunrise”, “Love goes down slow”, “Empty home”), Fio Zanotti (compositore insieme a Raphael delle musiche di “Tuesday”, “Sarò sarai”, “Love goes down slow”, “Empty home”) e Ferdinando Arnò (co-produttore di “Follia d’amore”).

REALITY AND FANTASY – Le quindici canzoni di ‘Reality and fantasy’, incise in una parentesi senza tempo della nostra realtà, sono così zeppe di influenze stilistiche che è quasi impossibile riuscire a decifrarle minuziosamente ma sono, al tempo stesso, lo scheletro di un disco sorprendente nato dalla faticosa ricerca della strada giusta, esplorando tanti confini, affastellando questa o quella passione fino a trovare la definitiva da non abbandonare più. E suonando dal vivo. Ovunque. E comunque, anche facendo sacrifici, saltando le notti, intascando solo promesse e mai denari, investendo in un sogno a interessi zero.

RAPHAEL GUALAZZI – Il dizionario musicale di Raphael Gualazzi è un cumulo di esperienza, di suoni assorbiti studiando pianoforte al Conservatorio Rossini di Pesaro dopo essersene innamorato a nove anni e poi perdendosi nel blues, l’anima sanguigna e disperata della musica nera, o anche nello stride piano che fulminò Fats Waller e Duke Ellington abbracciando il ragtime e il blues di New Orleans, fradicio di Africa e dolore, con un lirismo che fotografa meglio di ogni altro il furore della sofferenza. La tradizione si intreccia con l’attualità ed è impossibile ascoltare questo disco senza sentire la vibrazione di Stevie Wonder o quella di Jamiroquai e Ray Charles, ma solo qui e là, filtrato come da una sensibilità così fresca e moderna che da risultare rara. La novità in “Reality and fantasy”, in fondo, è una luce nuova che arriva dalla tradizione. Questa luce è un trentenne che a dicembre ha riempito uno dei più famosi club di Parigi, il Sunside, davanti a una platea prestigiosa per arrivare a febbraio sul palco di Sanremo Giovani con la sua “Follia d’amore”.

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