Pubblicato il: 22 apr 2011

La spesa per la responsabilità civile auto: uno dei costi maggiori nel bilancio familiare

Scatta l’alleanza tra consumatori
e agenti assicurativi in tema di tariffe RC auto

LA RIVOLTA DELLE ASSICURAZIONI – Negli ultimi due anni si sono registrati aumenti significativi in tema di tariffe RC auto. Le criticità sono note: minor garanzie, truffe, costo del contenzioso, abbandono del Sud. Nonostante le varie proposte e/o denunce dei consumatori, tutto è rimasto invariato, anzi è peggiorato. L’ISVAP, dopo una consultazione con i consumatori e le imprese ha avanzato concrete proposte. Il Ministro Paolo Romani dichiara di voler assumere la RC come una priorità. Un’alleanza inedita e imprevedibile si è formata nel settore assicurativo, e riguarda i movimenti in difesa dei consumatori e lo Sna, il Sindacato Nazionale degli Assicuratori, insieme contro quelli che ritengono aumenti ingiustificati delle tariffe Rc auto, da parte delle compagnie assicurative. I dati parlano di un incremento medio delle polizze per la responsabilità civile in ambito automobilistico del 173% dal 1994, cioè, da quando vi è stata la liberalizzazione delle tariffe. Il confronto con l’Europa è impietoso, con una crescita media del 20%, ben al di sotto della crescita dell’inflazione. Così Federconsumatori, Adusbef e Movimento Consumatori hanno richiesto che si ponga fine a una politica di assoluta arroganza da parte delle compagnie, con aumenti delle tariffe che non trovano giustificazione. Si sottolinea, infine, come assicurare un veicolo in alcune zone del sud del Paese sia diventata un’impresa pressoché impossibile, con cifre da capogiro. La novità stavolta è che pure gli agenti assicurativi hanno perso la pazienza e hanno raccolto 500 mila firme che consegneranno al Presidente della Camera.

L’AGENZIA ANTIFRODE – Si moltiplicano gli interventi dei politici, per chiedere al ministero dello Sviluppo economico provvedimenti che almeno raffreddino il caro-prezzi Rca. L’onorevole Lucio Barani ha presentato un’interrogazione parlamentare, sottolineando l’elevata frequenza dei sinistri in Italia. Su 100 auto, 8,6 incidenti; il doppio rispetto alla Francia e superiore del 40 per cento a quella della Germania. Nel mirino ci sono anche le inefficienze organizzative delle imprese assicurative, che non consentono di accertare nell’imminenza dei fatti la dinamica dei sinistri ed i relativi danni riportati. Così crescono le frodi e si allungano i tempi di liquidazione dei sinistri. Per evitare che la situazione peggiori, ci si domanda quali siano le iniziative che il Governo intenda assumere con estrema urgenza al fine di evitare da parte delle imprese interessate comportamenti lesivi dei principi della concorrenza e della trasparenza dei mercati. Sul tavolo ci sono anche le proposte dell’Isvap al Governo, fra cui un’Agenzia antifrode per indagare sulle truffe in Italia. Far calare le truffe consentirebbe di abbassare i costi a carico delle compagnie e, di riflesso, le tariffe Rca. C’è chi non è d’accordo, temendo che le spese l’Agenzia antifrode vengano ricaricate sulle stesse Rca. Sarebbero ancora gli automobilisti a pagare. Se anche gli agenti assicurativi dovessero dare un contributi per l’Unità antifrode, è probabile che difficilmente accetterebbero passivamente una regolamentazione del genere.

INDENNIZZO DELLA DISCORDIA – È battaglia anche intorno all’indennizzo diretto (si viene sempre risarciti dalla propria Assicurazione), dichiarato facoltativo dalla Corte costituzionale. L’Isvap vorrebbe un intervento legislativo per renderlo obbligatorio; i patrocinatori stragiudiziale preferirebbero invece che l’automobilista potesse ancora domandare il rimborso alla compagnia del responsabile dell’incidente. Se le Imprese agiscono con il legittimo scopo di perseguire i propri interessi imprenditoriali, è invece grave che una Autorità di settore come l’Isvap ritengano di non adeguarsi alle indicazioni della Corte costituzionale per di più creando confusione su un punto, quello della facoltatività, sul quale invece la Corte è stata lapidaria. Non è l’obbligatorietà del sistema di risarcimento diretto che impone le condizioni di un mercato concorrenziale, bensì la ricerca, da parte delle compagnie assicurative, della competitività con l’offerta di migliori servizi, e l’incentivo dei clienti non solo ad accettare quella determinata offerta contrattuale, ma a ricorrere al meccanismo, ove ve ne sia bisogno, del risarcimento diretto, come il più conveniente ferma restando la possibilità di opzione per l’azione di responsabilità tradizionale e per l’azione diretta contro l’assicuratore del responsabile civile.

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