Secondo un’indagine del Censis gli italiani sono sempre più violenti e aggressivi
Emerge il quadro di una società in cui sono sempre
più deboli i valori e i punti di riferimento
VALORI INCONSISTENTI – Un’indagine realizzata dal Censis rivela che gli italiani sono diventati sempre più aggressivi e violenti. Una realtà tradotta dalle percentuali pubblicate. Le minacce e le ingiurie sono aumentate di oltre il 35%, più 26,5% per le lesioni e le percosse. Raddoppiato nel corso degli ultimi dieci anni l’uso di farmaci, un vero e proprio assalto agli antidepressivi: +114,2%. Ciò che appare preoccupante secondo il Censis è la dimensione sempre più distruttiva delle pulsioni. Le dosi giornaliere di antidepressivo dal 2001 al 2009, sono passate da 16,2 a 34,7 per 1.000 abitanti. «Siamo una società in cui sono sempre più deboli i riferimenti valoriali e gli ideali comuni, in cui è più fragile la consistenza dei legami e delle relazioni sociali», si legge nel rapporto del Censis. In questa indeterminatezza diffusa crescono comportamenti squilibrati, risultato della perdita di molti dei riferimenti normativi. Inquietante il quadro che emerge di italiani. Nel divertimento è ammessa la trasgressione soprattutto dai più giovani (il 44,8%). In molti pensano che sia necessario utilizzare le cattive maniere per difendersi (il 48,6%, quota che sale al 61,3% tra i residenti nelle grandi città). Per raggiungere i propri fini bisogna accettare i compromessi secondo il 46,4%. Si può essere buoni cattolici anche senza tener conto della morale della Chiesa in materia di sessualità per il 63,5% (dato che sfiora l’80% tra i più giovani). A completare l’analisi del profilo comportamentale del popolo italico la dipendanza dai social network, ritenute manco a dirlo tra le principali cause di problemi psichici. Hanno stimato che in media l’italiano rapito dal social trascorre su Facebook mediamente 55 minuti al giorno. I numeri parlano chiaro d’altronde dal settembre 2008 al marzo 2011 gli utenti di Facebook sono passati da 1,3 milioni a quasi 20 milioni.
USO DI SOSTANZE STUPEFACENTI E ANTIDEPRESSIVI – La caduta dei filtri sociali si rileva in una molteplicità di comportamenti sempre più diffusi. Aumentano le forme di violenza in cui è forte la componente pulsionale della perdita di controllo e dell’aggressività. I reati sessuali sono passati da 4.454 a 5.625 (+26,3%). Anche le forme di dipendenza conoscono oggi un’ innovazione delle fenomenologie. Se diminuisce in generale il consumo di sostanze stupefacenti (tra il 2008 e il 2009 i consumatori sono calati del 25,7%, passando da 3,9 milioni a 2,9 milioni circa), la pericolosità sociale del consumo di droghe non sembra diminuire: aumentano, infatti, le persone prese in carico nei Sert per dipendenza da cocaina (+2,5%). Sono in crescita anche i giovani consumatori a rischio di bevande alcoliche: dal 2009 al 2010 passano dal 14,9% al 16,6% nella fascia di 18-24 anni. La dimensione più distruttiva delle pulsioni si riscontra nel progressivo crescere delle forme di depressione. Il consumo di antidepressivi è emblematico: le dosi giornaliere sono più che raddoppiate dal 2001 al 2009, passando da 16,2 a 34,7 per 1.000 abitanti (+114,2%). La dimensione più narcisistica delle pulsioni è legata al bisogno di apparire. Nel 2010 sono stati circa 450.000 gli interventi di chirurgia estetica effettuati in Italia. Anoressia e bulimia sono le prime cause di morte tra le giovani di 12-25 anni, e ne sono colpite circa 200.000 donne.












