Pubblicato il: 5 ott 2011

Facebook bandisce il negativo, ma ammette il maschilismo sul network

Facebook ha bandito il pulsante “dislike” e i termini negativi dalle applicazioni, eppure sul social network proliferano i gruppi d’interesse dedicati all’apologia della violenza nei confronti delle donne. In agosto, 127.000 statunitensi e 4.000 britannici hanno firmato delle petizioni per chiudere le pagine inneggianti allo stupro.

Tuttavia, in più di due mesi Facebook non ha preso alcuna contromisura: molte delle pagine incriminate sono ancora presenti sul social network ed è possibile crearne di nuove. La censura dei termini, adottata in Open Graph per limitare i verb alle azioni positive, non riguarda gruppi e pagine. Ogni altro tipo di violenza è bandito.

Perché a un utente non può dispiacere qualcosa che è stato condiviso, ma può gradire lo stupro? È una domanda legittima, considerando la casistica denunciata dalle associazioni femministe occidentali. Facebook in passato non ha esitato a censurare, ad esempio, le proteste nei confronti delle società petrolifere. Un pessimo segnale.

Via | The Guardian

Facebook bandisce il negativo, ma ammette il maschilismo sul network

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