Pubblicato il: 31 ott 2011

Negozi sempre aperti: 0,25% in più di crescita

La manovra di Ferragosto è stata un’occasione mancata per liberalizzare il commercio. Forse, per molti anni, irripetibile. In un primo tempo inserita all’articolo 3 del decreto legislativo 138/11, la disposizione cancella-restrizioni è poi improvvisamente scomparsa dalla versione finale. La norma estendeva a tutti i Comuni l’eliminazione dei vincoli di orario di apertura e chiusura, l’obbligo della chiusura domenicale e di quella infrasettimanale (di mezza giornata) per tutti gli esercizi, compresi bar e pizzerie.

“Non so cosa sia accaduto“, osserva Albino Sonato, presidente di Aires, l’Associazione dei distributori di elettronica di consumo, “anche se è molto strano che la norma sia sparita senza spiegazione. Aires e Federdistribuzione, che fa parte di Confcommercio, si sono schierati apertamente a favore della liberalizzazione“.

I mugugni degli imprenditori presenti al convegno milanese ‘Impresa commerciale e sviluppo tecnologico‘ promosso da Aires, indicavano che le associazioni dei commercianti hanno scelto il male minore, per i piccoli negozi, tra aumento dell’Iva al 21% e liberalizzazione degli orari. «Non so se questo sia avvenuto – commenta Sonato – ma non sarà certo una legge a bloccare il desiderio dei consumatori di fare shopping tutti i giorni della settimana. Uno studio della Bocconi dimostra che l’apertura domenicale farebbe crescere il Pil dello 0,25% e aumenterebbe l’occupazione».

Via Ansa.

Negozi sempre aperti: 0,25% in più di crescita

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