Pubblicato il: 16 nov 2011

Italiani indisciplinati a tavola

La fretta nemica delle sane abitudini alimentari

RITMI FRENETICI E CATTIVA ALIMENTAZIONE – Gli italiani a tavola si allontanano sempre più dalle indicazioni della dieta mediterranea, rispettata da poco più della metà degli abitanti della penisola. Pochi legumi e poca frutta e verdura nel piatto, pasti consumati davanti alla tv, pause pranzo frettolose e meno frequenti. Sono alcuni dati della terza edizione dell’Osservatorio Adi-Nestlé, sugli stili di vita e le abitudini alimentari. I risultati mostrano come in un’Italia dove un abitante su due è obeso (15%) o in sovrappeso (29%), i princìpi alla base della tradizione alimentare nostrana vengano rispettati solo dal 56% delle persone, a fronte del 93% degli intervistati che riconoscono l’importanza di una dieta sana e equilibrata. Tra le buone abitudini che sembrano essersi perse il consumo di 5 pasti quotidiani ormai appannaggio solo del 16% della popolazione e il rispetto dei tempi a tavola, infatti un italiano su dieci consuma pasti veloci tutti i giorni e il 49% delle persone lo fa almeno due volte la settimana. Complici i ritmi della società contemporanea, sempre più spesso sacrifichiamo i pasti. Per coprire il nostro fabbisogno energetico non è solo necessario assumere la quantità di calorie opportuna per il nostro fisico, ma farlo in maniera efficace dedicando il tempo necessario e evitando buchi di molte ore. Erroneamente chi non rispetta le giuste frequenze della dieta saltando spuntino e merenda crede che saltare i pasti sia un buon modo per perdere peso. Proprio la corretta frequenza nei pasti permettere di metabolizzare ciò che ingeriamo.

LA TELEVISIONE NEMICA DELLA TAVOLA – La componente conviviale dei pasti, alla base della cultura culinaria nazionale, si scontra con l’amore degli italiani per la televisione. Sei persone su dieci dichiarano, infatti, di consumare il proprio pasto davanti allo schermo almeno volte la settimana, addirittura il 30% delle persone siede a tavola davanti alla tv tutti i giorni. Il tradizionale pasto consumato in cucina o in salotto cede il passo anche a causa dell’abitudine sempre più diffusa di mangiare fuori casa: a farlo tutti i giorni è un italiano su 10, mentre il 42% delle persone pranza fuori almeno 2 volte la settimana. Il pasto più comunemente consumato al ristorante, al bar o in ufficio è il pranzo (40%) seguito dalla cena (34%). L’Osservatorio evidenzia anche un rapporto diretto tra una maggior sedentarietà e le abitudini alimentari scorrette. La metà di chi non rispetta la dieta mediterranea dichiara anche di fare poco moto. Lo studio ha individuato anche differenti approcci all’alimentazione. Se per la maggioranza delle persone (41%) l’alimentazione è sentirsi sani e in forma, un altro il 23% ricerca nel cibo appagamento e piacere. Molti, però, riconoscono nel cibo una ragione principalmente funzionale sottolineato dal dato del 25% delle persone che mangia per nutrirsi e del 7% che lo fa per acquisire energia.

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