“Romeo e Giulietta” di William Shakespeare in scena al Teatro Vaerdi di Padova
Dal 22 al 27 novembre 2011 al Teatro Vaerdi di Padova
Al suo terzo incontro con Shakespeare, dopo il “Sogno di una notte di mezza estate” e “Amleto”, Giuseppe Marini porta ora in scena quella la più alta e suprema indagine poetica sulla (vera) natura dell’Amore. In tutta la letteratura mondiale di ogni epoca non è stato scritto niente di più sublime e anche nella produzione shakespeariana Romeo e Giulietta non ha eguali per come riesce a cantare l’irriducibilità di un amore che muore della propria intensità… del proprio “troppo”. Un amore “nato sotto cattiva stella” che, al suo primo apparire, incontra e copula con l’ombra della morte, perché soltanto la morte e la tragedia attendono e ispirano una passione talmente pura e assoluta da non sospettare neppure la possibilità del calcolo, del compromesso, della convenienza (ingredienti più consoni alla Commedia). La morte, dunque, è presente e operosa in questa prima vera tragedia di Shakespeare e rivela sin da subito quale è l’oggetto preferito del suo assalto. Non i vecchi, ma i giovani nel loro desiderio erotico più intenso, nel pieno del loro tumulto ormonale, nel più dilagante trionfo di vita, di passione, di sensi. Nulla di vivo resta alla fine della tragedia nella “bella” Verona del Prologo se non i vecchi.
In questa città-tomba dilaniata da risse, duelli, da un odio violento di cui non si conoscono neanche più le ragioni d’origine, ma che ferve di vita, di movimento, di banchetti, di feste, di balli, di maschere… di teatro che, per contrasto, tanto più angosciosa e crudele fa apparire la “ chiamata” della morte, non c’è spazio per i giovani e per l’Amore.
Fiori prematuramente recisi, Romeo e Giulietta potranno finalmente stare insieme ma soltanto in una cripta, in una sorta di macabro legame eterno, raggelato e “premiato” dalle insulse statue d’oro che la dabbenaggine dei vecchi erigerà a loro ricordo.
Romeo e Giulietta di William Shakespeare – traduzione Massimiliano Palmese, scene Alessandro Chiti – costumi Mariano Tufano – musiche Marco Podda – regia Giuseppe Marini, con: Sonia Barbadoro, Mauro Conte, Riccardo Francia, Fabio Fusco, Marco Grossi, Simone Pieroni, Nicolo’ Scarparo, Eleonora Tata, , Francesco Wolf, Lucas Zanforlini. Società per attori – Teatro Stabile del Veneto in collaborazione con Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico e Accademia “Palcoscenico” di Padova











