Pubblicato il: 22 nov 2011

Silvio Orlando in scena al Piccolo Eliseo di Roma con “Il nipote di Rameau”

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Silvio Orlando sul palconoscenico del Piccolo Eliseo per portare in scena “Il nipote di Rameau”, opera di Denis Diderot che rappresenta una delle punte più alte del pensiero critico illuminista. Costruito come un dialogo immaginario fra lo stesso filosofo e un controverso intellettuale imparentato con il celebre compositore Jean-Philippe Rameau, “Il nipote” nella versione scritta e adattata per il teatro da Silvio Orlando e dal drammaturgo Edoardo Erba, è uno spettacolo moderno che riflette sulla figura degli intellettuali e dei presunti teorici dell’edonismo e dell’amoralità anche al di là del contesto illuminista.

Orlando, che dello spettacolo è regista, produttore e principale interprete, utilizza difatti la filosofia di Diderot per riflettere con lucidità e intelligenza su quei moderni teorici di un’immoralità utile a compiacere solo la propria pigrizia e quei poteri forti che su tale crassa beatitudine creano il loro piccolo impero. L’attore napoletano, antieroe per eccellenza del cinema italiano, tiene per sé la parte del nipote dell’illustre compositore per dare libero sfogo a un repertorio fatto di affabulazioni, pantomime e meschinità. All’attore fiorentino Amerigo Fontani spetta il ruolo di Diderot, mentre alla moglie Maria Laura Antonini riserva invece il ruolo della serva di casa.

Al posto dei giardini del Palais Royal dello scritto originale, in questa versione teatrale ci troviamo in un salotto di corte settecentesco. Al centro della scena, un grande clavicembalo (suonato dal pianista Simone Gulli) accompagna il dialogo e fa da contrappunto agli arguti scambi di opinioni fra i due intellettuali. Lo strumento è funzionale anche alla storia, visto che permette a Rameau di rievocare il prestigio dello zio e lo spettro del fallimento che ha colpito le sue ambizioni di musicante. Frustrazioni che, unite a una vitale e arguta celebrazione dei privilegi dell’assenza di un’etica personale, portano in più occasioni il più virtuoso Diderot a nutrire una certa simpatia e viscerale attrazione per il suo turpe avversario dialettico.

A pochi mesi di distanza da Se non ci sono altre domande, intricato esordio sulla scena teatrale del regista Paolo Virzì, Silvio Orlando torna all’Eliseo per trasformare un capolavoro della satira illuminista in uno spettacolo pieno di brio e di estro attoriale. Nei vestiti settecenteschi di Rameau, Orlando si trasforma ad ogni momento: un affabulatore gaudente, un arguto giullare, un artista della pantomima, un filosofo frustrato e indolente.

Prodotto da Orlando e dalla Antonini con la loro piccola società, la Cardellino srl, Il nipote di Rameau resta sul palco del Piccolo Eliseo da martedì 22 novembre 2011 fino a domenica 4 dicembre 2011.

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