Pubblicato il: 24 dic 2011

Sherlock Holmes: Gioco di ombre – Recensione

Ritorna nelle sale il fortunato
Sherlock Holmes di Guy Ritchie

Sherlock HolmesNATALE 2011- Il regista, ex marito della Ciccone,  ritorna al cinema con il sequel di “Sherlock Holmes”, che nel 2009 aveva conquistato fan e botteghino. Se in genere i sequel non riescono mai ad eguagliare il successo del primo capitolo, le nuove avventure dell’investigatore, ispirato al noto personaggio letterario nato dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle, hanno già sbancato tutti i botteghini mondiali, (in Italia 2.070.961,07 euro raccolti in soli 2 giorni).  L’operazione compiuta da Ritchie e dai produttori Joel Silver e Lionel Wigram (autore, quest’ultimo, della graphic novel che aveva dato origine alla prima pellicola) è stata quella di aggiornare ai gusti delle nuove generazioni un personaggio classico per eccellenza, di cui tuttavia le precedenti versioni televisive e cinematografiche avevano messo in evidenza solo alcune caratteristiche a scapito di altre. 129 minuti di divertimento, suspense e sorprendenti trovate, fino al sospiro di sollievo finale. La storia riprende dove si era concluso l’episodio precedente. La minaccia di Moriarty incombe sull’Europa, Holmes è ancora intrigato dalla bella ladra Irene e Watson è in procinto di sposarsi. Tutto ha inizio con l’erede al trono d’Austria che si suicida, o almeno così qualcuno vuol far credere. Per evitare che l’Europa intera divenga una polveriera viene chiamato a intervenire il più noto fra i detective che dovrà confrontarsi col più geniale fra i cattivi: Moriarty. Quest’ultimo è infatti intenzionato a far proliferare il suo traffico di armi.  Unendo gli affari al piacere, Holmes rintraccia poi altri indizi sul caso nel club dove, con suo fratello Mycroft, si incontra con Watson per festeggiare l’ultima notte di celibato prima che questi si sposi con Mary Morstan. Nel club c’è anche Sim, una zingara cartomante, che sa più di quanto racconti sul caso del principe defunto e che, probabilmente, potrebbe essere la prossima vittima di Moriarty. L’evolversi dei fatti, sconvolgeranno i piani del novello sposo Watson e condurranno i nostri protagonisti in un viaggio attraverso l’Europa che avrà conseguenze inaspettate.

I PROTAGONISTI – Ritroviamo uno Sherlock ancor più eccentrico e sfrontato, un personaggio abilmente studiato per esaltare le doti comiche di Robert Downey Jr. con mille travestimenti e gag visive esilaranti. Non vengono trascurate le doti deduttive e combattive del detective, talmente surreali da sembrare veri e propri superpoteri. Una superiore attenzione all’intreccio ha portato questa volta il film verso una maggiore complessità ed una maggiore completezza, permettendo ai due bravissimi protagonisti di approfondire un rapporto che da solo basta a reggere in piedi l’intero film. L’alchimia dei due attori Robert Downey Jr e Jude Law, in scena è la base solida su cui si costruisce un saldo rapporto di amicizia fraterna, l’evolversi del loro rapporto, amichevole e conflittuale al contempo, è certamente la parte più  piacevole e interessante del film.Plausi per Stephen Fry nel ruolo del fratello “più furbo” di Sherlock Holmes, Mycroft, vero e proprio mostro sacro del cinema, del teatro e della letteratura inglese, gli bastano pochi minuti per rubare la scena. L’adorabile ladra Irene, interpretata dall’affascinante Rachel McAdams, dura stavolta meno di dieci minuti. Viene rimpiazzata dalla zingara cartomante Sim, una Noomi Rapace un po’ inespressiva, puramente funzionale, con pochissime battute e priva del carisma della McAdams.

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