Pubblicato il: 14 gen 2012

Una luce e varie ombre, la situazione degli incassi 2011 per il cinema in Italia

“Una luce e varie ombre”. Con queste parole il presidente dell’Anica Riccardo Tozzi ha commentato la situazione degli incassi 2011 per il cinema in Italia in occasione di una conferenza stampa tenutasi alla Casa del Cinema di Roma.

Un dato positivo è sicuramente quello del cinema italiano che ha raggiunto una quota di mercato davvero notevole, il 37%, dimostrandosi sempre più la componente dinamica del mercato. Basti pensare, che con l’eccezione del “caso” francese, spesso usato come esempio virtuoso, negli altri paesi europei il cinema locale non arriva oltre il 10, 15% di quota di mercato. Quindi le cose sono andate bene lo scorso anno? In realtà decisamente no, e qui arrivano le ombre. In un periodo di crisi generalizzata dell’economia il cinema ha perso l’8% di presenze e il 10% di incassi per un totale finale che sarà di 111 milioni di biglietti contro i 120 milioni del 2010, anno di ottima salute e di Avatar e Checco Zalone. Nel corso dell’anno sono stati 22 i titoli locali che hanno incassato più di 3 milioni di euro: “gli incassi totali crescono quando c’è l’offerta forte di cinema italiano” ha detto Tozzi “esiste una domanda potenziale che potrebbe crescere, ma ci vuole più cinema nazionale che venga distribuito in maniera più costante nel corso dell’anno, anche nelle sale che non ci sono più. Quelle dei centri urbani”. Una tendenza della nostra industria è, infatti, la chiusura delle piccole sale di qualità dei centri cittadini (e tante difficoltà burocratiche per aprirne di nuove) e questo si sta riverberando su una maggiore difficoltà del cinema di qualità, italiano e non, al botteghino. Tante commedie, in Italia, lo si dice spesso, sono prodotte e hanno successo. Altri generi soffrono.

La Francia viene sempre usato come riferimento virtuoso, come isola felice in cui anche la pirateria incide poco. Curioso che nessuno sottolinei la sua specificità: due grandi circuiti (e il resto delle sale indipendenti si sono accodate) offrono degli allettanti abbonamenti con cui con 20 euro al mese si può andare quante volte si vuole al cinema in tutti gli spettacoli! Che questo possa non avere niente a che fare con il numero record di biglietti strappati in quel Paese (quest’anno 215)? Abbiamo provato a farlo notare al Presidente degli esercenti dell ANEC, Lionello Cerri, chiedendo se si possa andare anche in Italia verso una soluzione del genere, ma abbiamo ottenuto solo una difesa del prezzo medio del cinema in Italia, in calo quest’anno. Probabilmente però formule e iniziative di fidelizzazione potrebbero aiutare a premiare il pubblico che va spesso al cinema. Pronti a muoversi in questa direzione si sono detti Lionello Cerri e Carlo Bernaschi degli esercenti multiplex dell’ANEM.Tutti alla caccia di iniziative per avvicinare nuovi spettatori che al cinema non vanno.

Ma il finanziamento pubblico? Dove sono finiti i soldi che in altre infelici epoche venivano dati a pioggia in maniera ottusa spesso per aiutare film che non stavano in piedi? Ormai siamo scesi a 75 milioni di euro di FUS, il fondo dello spettacolo, destinato a sostenere il cinema in Italia, anche se, è stato sottolineato alla Casa del Cinema, lo stato è debitore ancora di una cifra equivalente di arretrati ancora mai versati. La solita Francia è aiutata 10 volte in più dalle sue istituzioni, sempre molto attente alla tutela del prodotto culturale nazionale.
Allora come ottenere maggiori risorse economiche? “Con una lotteria” suggerisce Cerri “sul modello inglese e valorizzando la sala come fenomeno sociale, elemento di aggregazione come il bar o la piazza. È necessario in questo anche l’intervento pubblico insieme ai privati che credano in questo progetto”.

Non sono mancate stoccate nei confronti della critica e del suo atteggiamento definito da Riccardo Tozzi “doppio e classista” che auspica di poter aprire una discussione.
Molti numeri hanno fatto da protagonista in questo incontro sul cinema in Italia, ma uno ci sembra decisamente significativo. Il numero di volte all’anno in cui ogni cittadino va al cinema. Qui siamo ad 1,4 volte contro le 3 della Francia ed un incredibile 4 dell’Australia. In chiusura qualche altra cifra. Nel 2011 sono stati distribuiti 363 film (erano 345 nel 2010) di cui 133 italiani o coprodotti (120 nel 2010). Gli Stati Uniti hanno una quota di mercato del 46,70% (56,89% lo scorso anno), l’Italia del 37,51% (era il 31,90%). Nel periodo natalizio c’è stato un calo di incassi e presenze di oltre il 14% rispetto all’anno precedente.

Segui ContattoNews.it

Segnalato


WebDesign a cura della ContattoComunicazione.it | Editore Associazione Culturale My Feel | Special Thanks: ContattoTV | W3C Valid CSS