Pubblicato il: 16 gen 2012

I Deep Purple in Italia: 25 luglio 2012 al Rock In Roma 2012

Si arricchisce ancor di più il roster del Rock In Roma 2012, rassegna musicale estiva che si svolgerà all’Ippodromo delle Capannelle. Tra i vari nomi confermati, spiccherà la presenza di un gruppo che ha fatto certamente la storia del rock: i Deep Purple, infatti, approderanno nella capitale per infiammare la platea in occasione della rassegna, facendo quindi “compagnia” ai Radiohead, in Italia per un mini-tour già sold-out e Lenny Kravitz, al Rock in Roma 2012 per la gioia di tutti i suoi fan. La band capitanata da Ian Gillan farà quindi tappa in Italia per l’attesa rassegna romana, anticipata da un concerto a Vigevano, nell’eccentrica cornice del Castello Sforzesco: i Deep Purple, infatti, sbarcheranno in terra lombarda il 24 luglio 2012, per poi partecipare al Rock In Roma 2012 il giorno successivo, il 25 luglio alle ore 21:45. La prevendita dei biglietti verrà aperta al pubblico il 16 gennaio 2012 in tutti i circuiti autorizzati. La rassegna, come anticipato in precedenza, verrà messa in scena all’Ippodromo delle Capannelle, inaugurato nel lontano 1881 e restaurato nel 1926: come suggerisce il nome, l’impianto viene usato principalmente per ospitare gare di ippica, ma nel corso degli anni la struttura è stata adibita anche per diverse tipologie di manifestazioni, tra cui spettacoli circensi e manifestazioni musicali.

L’esibizione al Castello Sforzesco: tutte le info sul concerto dei Deep Purple a Vigevano

Prima dell’esibizione a Roma, i Deep Purple faranno tappa in Lombardia, a Vigevano, per esibirsi al Castello Sforzesco, luogo che ospiterà qualche giorno prima il concerto di Lenny Kravitz, altro super-ospite del Rock In Roma 2012. La rock-band britannica, quindi, sfodererà il suo sound granitico ed estremamente rumoroso all’interno di una cornice eccentrica e particolare come quella offerta dal Castello Sforzesco. Altra band storica che sbarcherà in terra lombarda, precisamente il 13 giugno 2012, saranno i Lynyrd Skynyrd, altro nome celebre del rock proveniente dai mitici anni 70′. I Deep Purple, invece, si esibiranno a Vigevano il 24 luglio 2012 alle ore 20:00, proprio un giorno prima dell’esibizione a Roma.

La biografia della band: “otto” Mark per quarant’anni di carriera tra successi e record

Ian Gillan alla voce, Ritchie Blackmore alla chitarra, Ian Paice alla batteria, Roger Glover al basso e Jon Lord alle tastiere

Una carriera lunga e ricca di cambiamenti quella dei mitici Deep Purple, che dagli esordi psichedelici e “Progressive” ha infiammato le platee di mezzo mondo grazie ad un’energia invidiabile, un sound che in molti hanno etichettato come antesignano dell’Heavy Metal. La band nasce ufficialmente nel 1968 quando il tasterista Jon Lord e il chitarrista Ritchie Blackmore (proveniente dalla formazione anglo-italiana dei “The Trip”) formano i “Roundabout”, band che si sarebbe trasformata in “Deep Purple” in onore di una canzone composta da Nino Tempo e April Stevens, brano preferito della nonna di Blackmore. La formazione originale, che in futuro verrà definita “Mark I”, vede Lord e Blackmore accompagnati dal cantante Rod Evans, dal batterista Ian Paice e dal bassista Nick Simper. Dopo il buon successo riscontrato con la cover di Hush del cantautore Joe South, la band pubblica i primi lavori, entrambi nel 1968: “Shades Of Deep Purple” e “The Book Of Taliesyn” comprendono composizioni barocche, fortemente influenzate dal sound dei Beatles e dalle contaminazioni flower powerdi quegli anni, ma già dai primi lavori si intravedono diverse composizioni di stampo “sinfonico”, omaggio del tastierista Lord alla musica classica; l’omonimo “Deep Purple”, pubblicato nel 1969, comprende un sound maggiormente granitico rispetto al passato, dove la chitarra di Blackmore comincia a mettersi decisamente in evidenza; la band comincia a prendere coscienza sulla via da seguire, silurando Evans e Simper, ritenuti poco adatti per il sound da adottare in futuro, reclutando quindi Ian Gillan alla voce e Roger Glover al basso.

La copertina di In Rock (1970)

Ecco nascere, quindi, la formazione “storica” dei Deep Purple, la “Mark II”: “In Rock”, pubblicato nel 1970, regala al gruppo i primi successi di stampo internazionale, grazie al successo interplanetario di “Black Night”; la vera potenza del gruppo, in realtà, andava ricercata tutta nelle esibizioni live, composte da jam torrenziali e da una strumentazione talmente potente e sofisticata da produrre un suono tanto bello quanto frastornante, tanto che la band riceverà il Guinness dei Primati come band più rumorosa al mondo. Dopo il transitorio “Fireball” e il boom di vendite del celeberrimo “Machine Head”, i Deep Purple mostrano al mondo la loro forza dal vivo pubblicando uno tra i live-album più celebri in assoluto: “Made In Japan” farà la storia della musica, ma la strada dei Deep, da lì in poi, subirà un cambiamento tanto brusco quanto irreversibile. Cominciano infatti a venire a galla le prime “incomprensioni” tra i due leader della band: i contrasti tra Gillan e Blackmore porteranno all’imminente abbandono del vocalist subito dopo la pubblicazione di “Who Do You Think We Are”, nel 1973. Nel 1974, quindi, nasce la “Mark III”, che vedrà la band orfana anche di Roger Glover, sostituito da Glenn Hughes; alla voce, invece, subentra David Coverdale, che completa la nuova formazione: “Burn”, trainato dal brano omonimo, non mostra particolari cambiamenti rispetto al sound della Mark II, eccetto la presenza di un vocalist diverso, affiancato dalla voce “secondaria” di Glenn Hughes, che comincerà ad influire sul suono della band con diverse influenze funky, che verranno clamorosamente a galla in Stormbringer, pubblicato nello stesso anno. Tali cambiamenti non furono ben accolti da Blackmore che lascia la bandper formare i Rainbow insieme a Ronnie James Dio, mentre i rimanenti “Purple” assoldarono il giovane Tommy Bolin, genio e sregolatezza alla chitarra che avrebbe giusto contribuito al poco conosciuto “Come Taste The Band” per poi morire a causa di un’overdose nel 1976.

Steve Morse entra nei Deep Purple nel 1993, raccogliendo la pesante eredità di Ritchie Blackmore

Da quel momento, la band si scioglie temporaneamente per poi tornare alla ribalta nel 1984, ricomponendo la gloriosa Mark II e presentando al mondo un nuovo album, “Perfect Strangers”; ma il ritorno ai fasti passati sarebbe durato poco, visto che Blackmore lascerà la band prima nel 1989, poi nel 1993, dopo un fugace ritorno scandito da “The Battle Rages on…”. I Deep Purple rimanenti, quindi, assoldano Steve Morse, proveniente dai Dixie Dregs, che sarebbe divenuto il chitarrista in pianta stabile della nuova formazione, che avrebbe subito un ulteriore cambiamento nel 2001, con l’arrivo di Don Airey alle tastiere in sostituzione di Jon Lord, costretto a lasciare il gruppo a causa di diversi problemi di salute. Ed ecco la Mark VIII, la formazione che si esibirà in Italia in questi due, attesissimi concerti: Ian Gillan alla voce, Roger Glover al basso, Ian Paice alla batteria, Steve Morse alla chitarra e Don Airey alle tastiere.

La scaletta e l’elenco delle canzoni che i Deep Purple eseguiranno dal vivo

I biglietti per i concerti dei Deep Purple andranno certamente a ruba, visto l’incredibile seguito di fan presenti qui in Italia: anche le nuove generazioni hanno cominciato ad apprezzare la band britannica, dai più considerata tra i pionieri dell’Heavy Metal. Visti i 7 anni di distanza dall’ultimo album della band (Rapture Of The Deep, pubblicato nel 2005), è probabile che la band proporrà esclusivamente i pezzi classici, da Black Night ad Highway Star, da Nobody’s Home a Speed King, da Smoke On The Water a Strange Kind Of Woman. Purtroppo, non verrà eseguita la celeberrima Child In Time, visto che l’età di Gillan non permette più al vocalist della band di raggiungere i vocalizzi di cui necessita il brano.

Ecco la possibile scaletta che i Deep Purple proporranno in Italia:

1. Deep Purple Overture
2. Highway Star
3. Hard Lovin’ Man
4. Maybe I’m a Leo
5. Fireball
6. Strange Kind of Woman
7. Rapture of the Deep
8. Woman From Tokyo
9. Contact Lost
10. When a Blind Man Cries
11. The Well Dressed Guitar
12. The Mule
13. Lazy
14. No One Came
15. Perfect Strangers
16. Space Truckin’
17. Smoke on the Water
18. Hush
19. Black Night

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