Pubblicato il: 24 gen 2012

Groupon sotto accusa

Merce mai arrivata, rimborsi in ritardo
e l’ira degli ordini dei professionisti

CLIENTI IN RIVOLTA – Una vera e propria class-action contro il famoso sito Groupon di acquisti online a prezzi vantaggiosi che rappresenta una grande vetrina pubblicitaria per i commercianti. Una protesta su facebook che conta fino ad adesso più di 1.300 iscritti, pronti a contattare le associazioni dei consumatori per far valere i propri diritti. Cosa si contesta al famoso sito? Merce mai consegnata, rimborsi con notevoli tempi di ritardo, assistenza cliente praticamente inesistentem con un call center sempre occupato ed una casella e-mail perennemente intasata. “Abbiamo lanciato un ultimatum — spiega Pietro Giordano, segretario generale di Adiconsum —, o entro il 25 gennaio si arriva a un accordo su una conciliazione paritetica a zero costo per gli utenti che assicuri rimborsi in danaro entro 30, massimo 45 giorni, oppure faremo una class action oltre a una denuncia all’Antitrust che è già allertata a seguito del recente esposto dell’ordine dei medici”. Insomma guai seri in arrivo per Groupon, che sbarcato in Italia appena 18 mesi fa, sembrava essere il paese delle meraviglie.

LA RISPOSTA – “Siamo a conoscenza delle tantissime lamentele e stiamo cercando di rimediare anche offrendo rimborsi fino a 6 mesi, ben oltre i 10 giorni, termine di legge. Noi siamo degli intermediari e offriamo pubblicità a costi di gran lunga inferiori rispetto a Tv e giornali, ma siamo responsabili di ciò che fanno gli esercenti, perché se loro sbagliano la nostra azienda ci rimette. Abbiamo istituito un reparto preposto al controllo pre e post vendita, vigiliamo sui commercianti e controlliamo che i listini prezzo siano effettivamente reali. E se riceviamo numerose lamentele estromettiamo il partner dalla piattaforma”-così spiega Federica Moscheni, Responsabile comunicazione di Groupon -.  ”Per noi l’utente è importante, è la nostra forza commerciale, ma è difficile riuscire a controllare tutti gli esercenti. Siamo in Italia da soli 18 mesi, e il mercato si è espanso in maniera esponenziale, ma stiamo facendo qualsiasi cosa in nostro potere per supplire alle carenze. Abbiamo implementato gli orari del servizio clienti ma sappiamo che ancora non è sufficiente e stiamo cercando di migliorare”.

LA RIVOLTA DEI PROFESSIONISTI – I primi reclami sono giunti dall’Ordine dei medici della provincia di Bologna quando in Novembre il presidente Dott. Giancarlo Pizza ha richiamato tutti iscritti all’ordine ad abbandonare il portale. L’offerta a prezzi stracciati di servizi medici costituirebbe infatti una violazione del Codice deontologico della categoria. E i medici “recidivi” rischiano l’avvio di un procedimento disciplinare. Alla protesta dei medici si è presto aggiunta quella di altre categorie professionali. In questi giorni l’Ordine degli avvocati sta valutando alcune offerte comparse su Groupon da parte di società di consulenza per individuare se tra i proponenti ci siano professionisti iscritti all’Ordine. Andrea Mascherin, segretario del Consiglio Nazionale forense ha espresso il suo allarme in un’intervista a Il Fatto Quotidiano: “È rischioso dal punto di vista culturale fare passare il concetto che diritti fondamentali, come quelli alla salute e alla difesa, possano essere trattati allo stesso modo di pentole e materassi”. Al coro si sono già aggiunti l’Ordine degli Architetti e l’Ordine degli Ingegneri che hanno sottolineato come la corsa all’abbassamento dei prezzi possa corrispondere ad un abbassamento generale della qualità del lavoro dei professionisti. In risposta a queste dichiarazioni, il legale di Groupon ha sostenuto che l’attuale ordinamento giuridico permette anche ai medici di proporre offerte promozionali, e ha dichiarato alla stampa che “Le norme del Codice deontologico sono di rango inferiore rispetto a quelle nazionali”.Per questo motivo Groupon, che non nasconde di aver individuato nei coupon sanitari la principale attrattiva per gli utenti, avrebbe deciso di presentare una segnalazione all’Antitrust contro tutti gli Ordini dei medici provinciali che impediscono ai loro iscritti di proporre offerte commerciali sul sito. Insomma, ne vedremo delle belle!

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