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New York, 27 ago. – Un test del sangue potrebbe indicare con relativa certezza se una donna con un cancro al seno potrà avere un ritorno della malattia mesi prima che la massa sia visibile con una radiografia. Lo sostiene una studio sul Dna dell’Institute of Cancer Research di Londra e pubblicato sul giornale scientifico, Science Translational Medicine.

Anche se il test non è ancora disponibile per i pazienti, e non lo sarà nei prossimi anni, i ricercatori credono che lo studio possa aiutare la scienza a personalizzare i trattamenti per i tumori e in futuro a trovare una cura. “Abbiamo mostrato come un semplice test del sangue possa predire con accuratezza se una paziente con un tumore al seno avrà una ricaduta, molto prima di quanto facciamo oggi”, ha detto Nicholas Turner, a capo dello studio.

I ricercatori hanno prelevato campioni di sangue di 55 pazienti con tumore al seno allo stadio iniziale. Ogni paziente è poi stato sottoposto a chemioterapia e a un intervento. Il test poi è stato fatto dopo l’operazione e ogni sei mesi. Su 15 donne che hanno avuto una recidiva, 12 casi erano stati predetti dall’analisi, circa otto mesi prima della scoperta attraverso una radiografia.

Turner ha detto che ci sono ancora molte sfide tecniche da superare prima di rendere la tecnologia disponibile. I tumori al seno vengono diagnosticati nei primi stadi della malattia nel 95% dei casi, ma poter predire se tutte le cellule tumorali sono state rimosse dall’operazione è un passaggio fondamentale per evitare che il cancro si possa ripresentare o colpire altre parti del corpo.

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