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FAI lettera adinolfi

Progettavano una lunga serie di attacchi dinamitardi. gli attentati sarebbero stati realizzati con plichi esplosivi. Destinatari dei pacchi bomba sarebbero stati Romano Prodi, Sergio Cofferati e Sergio Chiamparino. E ancora: bombe davanti alle caserme. La firma dietro tutte le rivendicazioni sarebbe stata sempre quella della FAI, Federazione anarchica informale. Che non ha niente a che vedere con la Federazione Anarchica Italiana fondata a Carrara nel ’45.

Obiettivo: distruggere lo Stato e il capitale.

La Federazione anarchica informale è la più importante sigla nella galassia dell’anarco-insurrezionalismo italiano. Ha legami internazionali e una struttura orizzontale complessa. E anche  difficile da inquadrare per gli investigatori. Infatti quella sigla raccoglie una miriade di cellule eversive, ideologicamente simili, ma non collegate direttamente. Il loro progetto politico è la “distruzione dello Stato e del capitale”. Un obiettivo da realizzare con la lotta armata contro le istituzioni e i suoi rappresentanti: le strutture del “domino”.

Il ‘Nucleo Olga’. Dall’informalità al modello delle Brigate Rosse.

Secondo gli inquirenti della Procura di Torino, in tredici anni di vita la FaInformale ha realizzato una cinquantina di azioni. La più importante rimane quella contro l’ingegner Roberto Adinolfi, amministratore delegato dell’Ansaldo Nucleare, gambizzato nel maggio 2012 a Genova dai membri del “Nucleo Olga”. Un attentato che venne subito considerato dagli investigatori “uno scatto in avanti” fatto dalla FaInformale, che per la prima volta pianifica e realizza un agguato che ricorda quelli delle Br degli anni Settanta.

I sette arrestati.

Proprio da quell’azione sono scattate le indagini che oggi hanno portato all’arresto di sette persone in tutta Italia, otto invece sono gli indagati a piede libero. In carcere sono finiti Anna Beniamino, 46 anni, Marco Bisesti, 33 anni, Alessandro Mercogliano, 43 anni, Danilo Emiliano Cremonese, 40 anni, eValentina Spaziale, 39 anni. Oltre che Alfredo Cospito, compagno della Beniamino, e Nicola Gai, già condannati per la gambizzazione di Adinolfi. Gli arrestati sono accusati di associazione finalizzata a compiere atti di violenza con finalità di terrorismo ed eversione. Secondo gli investigatori non si tratta di membri isolati, ma di attivisti di un gruppo organizzato. Responsabili – a vario titolo – di una decina di attentati messi a segno in questi anni dalla Fai, tra cui quello contro Prodi.

L’operazione “Scripta manent”.

L’operazione “Scripta manent” realizzata dalla Digos di Torino, coordinata dal servizio centrale Antiterrorismo della direzione centrale della polizia, ha fatto scattare controlli in tutta Italia. Trentadue le persone e ventinove gli immobili perquisiti tra Piemonte, Liguria, Lazio, Emilia Romagna, Lombardia, Sardegna, Abruzzo, Campania e Umbria. Perché se la base era a Torino, le diramazioni si estendevano in tutto il Paese. Il materiale raccolto nel procedimento in carico alla Procura del capoluogo piemontese, in cui sono confluiti per competenza anche i fascicoli di indagine delle procure di Genova, MilanoPerugia, Bologna e Lecce, ha consentito di dimostrare infatti che la FaInformale è stata costituita per iniziativa di anarchici residenti a Torino. Questi, insieme ad altri anarchici residenti tra l’altro a Viterbo, Pescara e Roma, “hanno promosso, organizzato e compiuto attentati – sostengono gli inquirenti – alla vita e all’incolumità delle persone attraverso l’utilizzo di armi, l’invio di plichi esplosivi ed incendiari nonché la collocazione di ordigni esplosivi temporizzati, su diverse province del nostro Paese”.

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