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Papa Francesco, l'udienza generale di oggi 26 ottobre 2016:
CTV

Papa Francesco: l’udienza generale di oggi 19 ottobre 2016. Oggi l’udienza generale del mercoledì di Papa Francesco. Come di consueto, il Papa in San Pietro saluta le migliaia di pellegrini giunti in occasione dell’udienza generale.

Papa: udienza generale e catechesi di mercoledì 19 ottobre 2016.

“Non temiamo di essere per i nostri fratelli la rivelazione della Misericordia del Padre. Auguro che il presente Giubileo della Misericordia sia un momento di grazia e misericordia ed invoco su tutti voi la pace e la gioia del Signore. L’incontro con la Chiesa vi renda saldi nella testimonianza affinché la vostra fede sia salda nella carità. Giornata missionaria mondiale, anche noi siamo chiamati ad evangelizzare nell’ambiente in cui viviamo. Oggi la liturgia fa memoria di San Paolo della Croce. Cari giovani, la meditazione della passione di Gesù vi insegni la grandezza del Suo amore per noi” ha detto Papa Francesco ai pellegrini nell’udienza generale di oggi 19 ottobre in San Pietro. Il Papa nell’udienza generale ha invitato alla carità e ha invitato ad invertire “quell’abitudine che noi abbiamo di sfuggire ai bisognosi, di non avvicinarci a loro, truccando un po’ la realtà dei bisognosi con le abitudini alla moda per allontanarci da essa. Non c’è più alcuna distanza tra me e il povero quando lo incrocio” rispettando il comandamento di dare da bere agli assetati e dare da mangiare agli affamati.

Ieri nella omelia del mattino in Casa Santa Marta Papa Francesco ha parlato della solitudine degli apostolo. “Solo, mendicante, vittima di accanimento, abbandonato. Ma è il grande Paolo, quello che ha sentito la voce del Signore, la chiamata del Signore! Quello che è andato da una parte all’altra, che ha sofferto tante cose e tante prove per la predicazione del Vangelo, che ha fatto capire agli Apostoli che il Signore voleva che anche i Gentili entrassero nella Chiesa, il grande Paolo che nella preghiera è salito fino al Settimo Cielo e ha sentito cose che nessuno aveva sentito prima: il grande Paolo, lì, in quella stanzetta di una casa,qui a Roma, aspettando come finirà questa lotta nell’interno della Chiesa fra le parti, fra la rigidità dei giudaizzanti e quei discepoli fedeli a lui. E così finisce la vita del grande Paolo, nella desolazione: non nel risentimento e nell’amarezza, ma con la desolazione interiore”. “L’apostolo quando è fedele non si aspetta un’altra fine di quella di Gesù” ha detto il Papa ricordando la figura di Massimiliano Kolbe.

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