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Pensioni 2015: ultime su pensione anticipata, Legge Fornero, decontribuzione ad oggi 23 aprile 2014

Pensioni, flessibilità. L’Ape, misura per le pensioni anticipate, desta qualche perplessità, soprattutto nei sindacati, per la presenza di un prestito pensionistico da restituirsi in venti anni. Ciò che sottolineano gli esponenti di Governo, quando si muovono delle critiche alla struttura delle nuove pensioni anticipate, è che si tratta di una possibilità che viene offerta e che l’adesione è una libera scelta.

Il Premier Matteo Renzi, nel corso di un’intervista a Radio 105 ha ribadito:” Noi diamo solo la possibilità, senza impattare troppo sui conti, di uscire e magari fare il nonno o la nonna. Noi buttiamo fuori nessuno, chi vuole uscire prima può farlo, mentre diamo più soldi, come giusto, a chi ha pensioni da fame”. Ma ha anche precisato: “Purtroppo non siamo riusciti a fare gli 80 euro perché risorse per tutti non c’erano. Però si parla di un aumento per chi ha una pensione bassa, sotto i mille euro, che va dai 30 ai 50 euro mensili, un piccolo passettino in avanti“.

Pensioni anticipate, Ape agevolata.

Anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini difende le riforma delle pensioni che è in atto. In un’intervista al Corriere della sera ha osservato:”Anche la Cgil, condivide sei misure: cumulo, precoci, usuranti, penalizzazioni, 14esima, no tax area, mentre esprime riserve su due, Ape e Ape sociale. Se decidesse di parlare solo di queste due, le motivazioni sarebbero politiche più che di contenuto. Abbiamo dato risposte promuovendo equità e flessibilità, senza mettere a repentaglio i conti pubblici“.

Nel corso dell’intervista Nannicini ha anche illustrato altri dettagli della misura per le pensioni anticipate. Soffermandosi sull’Ape agevolata, ha affermato che il reddito previsto per l’accesso, ossia 1.500 euro lordi, essendo un reddito ponte, corrisponde a circa 1.280 euro netti.”Circa l’80% degli agevolati ha pensioni più basse e quindi riceverà la sua pensione piena“, ha chiarito.

Secondo i calcoli del Governo, circa 35mila persone all’anno rientreranno nell’Ape sociale. Nel caso in cui, poi, i costi da sostenere per mandare in pensione anticipata divenissero più elevati del previsto, Nannicini ha precisato che potrebbe essere posticipato di qualche mese l’accesso all’Ape. “Ma è un elemento tecnico, puramente ipotetico“, ha sottolineato.

Pensioni anticipate, Ape. il punto di vista degli edili.

Rimanendo sempre in tema di pensioni anticipate, approfondiamo la misura dell’anticipo pensionistico vista dal punto di vista degli edili. Franco Turri, segretario generale della Filca-Cisl nazionale in tema di pensioni anticipate ed Ape agevolata ha osservato:”Grazie al confronto con i sindacati confederali il Governo ha compiuto un passo in avanti importante sul fronte delle pensioni, soprattutto dopo la vergognosa legge Fornero. Anche per gli edili ci sono novità positive, ma per garantire ad una platea ancora più vasta la possibilità di accedere all’Ape agevolata, è necessario inserire nel calcolo degli anni di contributi anche i periodi di contribuzione figurativa, legati ad esempio alla disoccupazione e alla cassa integrazione, che nel settore purtroppo sono assai ricorrenti. Si tratta di un intervento che ha costi sostenibili rispetto al costo complessivo dei provvedimenti, ma che ha un valore sociale senza precedenti”.

Fillea, Filca e Feneal Campania sul tema pensioni ed Ape agevolata hanno diffuso un comunicato nel quale si informa della decisione di avviare nei prossimi giorni una vasta e capillare campagna di assemblee informative sui cantieri e nelle fabbriche. I sindacati di settore ritengono di estrema importanza che si sia affermato il principio che i lavori non sono tutti uguali, principio, questo, del tutto assente nella Legge Fornero e ribadiscono che si debba affermare con nettezza, senza se e senza ma, che il lavoro edile è pesante e rischioso, ne è prova la recrudescenza delle morti sui cantieri cui la categoria risponderà con la giornata nazionale di mobilitazione del prossimo 7 novembre. Quello che richiedono Fillea, Filca e Feneal Campania è un provvedimento legislativo che consente di anticipare il pensionamento volontario senza alcuna penalizzazione.

Riforma delle pensioni, la mobilitazione dell’Usb.

Per protestare sulle misure previste per le pensioni e le politiche del mondo del lavoro in occasione della presentazione della manovra finanziaria 2017, l’Usb ha in programma per il 21 ottobre lo sciopero generale ed il 22 ottobre una manifestazione. In tema di pensioni l’Usb sostiene che l’accordo siglato dal ministro del Lavoro e da Cgil-Cisl-Uil, non affronta il tema cruciale del sistema previdenziale pubblico: come garantire in futuro pensioni dignitose a tutti. Inoltre, sottolinea l’Usb, per andare in pensione con 41 anni di servizio, i lavoratori precoci dovranno essere a scelta: disoccupati senza ammortizzatori sociali, disabili o impegnati in attività gravose, tutte ancora da definire. L’Usb respinge, dunque, l’accordo e rilancia la proposta di un intervento complessivo sulla previdenza pubblica, finalizzato a poter andare in pensione ad un’età accettabile e con un assegno decoroso.

Riforma delle pensioni. Il cumulo gratuito.

Una altra delle novità sulle pensioni previste nella legge di Bilancio 2016 è il cumulo gratuito dei periodi contributivi. Maurizio Petriccioli, segretario confederale della Cisl, ha spiegato all’Agi che il cumulo è più vantaggioso della ricongiunzione e della totalizzazione, che comunque permangono. Spiega Petriccioli:”Il sistema della totalizzazione era non solo costoso ma obbligava anche a calcolare l’assegno sulla base del sistema contributivo: ora invece si valuta il sistema corrispondente ai vari periodi“. Con il cumulo gratuito l’assegno pensionistico sarà calcolato pro-rata con le regole di ciascuna gestione.

Pensioni, rivalutazioni. Le ultime novità.

In tema di pensioni e rivalutazioni, il Tribunale di Genova  si è pronunciato in merito ad uno dei ricorsi presentati su indicazione dello Spi-Cgil, sulla legittimità costituzionale del Decreto Poletti, intervenuto a seguito della sentenza della Corte Costituzionale, nella quale si dichiarava l’incostituzionalità del blocco dell’indicizzazione delle pensioni superiori a 3 volte il minimo.

Ebbene, il Tribunale di Genova ha dichiarato il ricorso “ragionevole e non manifestamente infondato” ed ha trasmesso gli atti alla Corte Costituzionale per una valutazione di merito. Come riportato da sanremo news, lo Spi-Cgil ha commentato:”La pronuncia del Tribunale di Genova è la prima che risponde ad un ricorso presentato dallo Sindacato Pensionati Italiani della Cgil e presenta una formulazione di grande incisività e chiarezza. In provincia di Imperia sono 23.570 i pensionati che si sono visti bloccare la pensione perché superiore di tre volte il minimo. Di questi molti si sono già recati presso le nostre sedi e hanno presentato alle sedi INPS di Imperia e Sanremo la lettera di diffida che serve a interrompere i termini della prescrizione”.

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