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Robert Pattinson punta sullo spaesamento e sul disorientamento quasi come ad un esercizio spirituale. Abbiamo visto qualche tempo fa come The Rover sia stato un film che gli ha permesso di mettere in azione queste caratteristiche. Immerso com’è nella sua distopia post apocalittica. Qui un fan di Twilight si troverebbe disorientato, magari penserebbe che l’attore stia cercando qualcosa di completamente nuovo. Ma non è neanche questo il punto.

«Il vero punto consiste nell’essere disorientato…»

«Il vero punto consiste nell’essere disorientato, come sto cercando di fare per me stesso», racconta Robert Pattinson al Sunday Times. L’ultimo film di Pattinson, The Childhood of a Leader, costringerà ancora una volta il tipico fan di Twilight a porsi delle domande. Rob ha scelto un film indipendente perché «non esiste più nulla». E aggiunge che i grandi film non sono più così interessanti come lo erano negli anni Novanta. Quando sembrava che vi fossero molte più opzioni.

«Il modo più astuto di usare il successo».

In effetti, Rob aggiunge di aver preso quella parte per aiutare un vecchio amico – Brady Corbet – a ottenere che il film si girasse. Corbet si era sbattuto per anni per ottenere un finanziamento. E dice di Pattinson «Quello è il modo più astuto di usare il successo. Perché il meccanismo con cui funziona la vendita è che gli attori diventano oggetti di un certo valore… Il coinvolgimento di Rob significa per un regista che il film si sta per fare». Insieme a Robert Pattinson hanno preso parte al film Bérénice Bejo, Liam Cunningham, Stacy Martin, Yolande Moreau e Tom Sweet.

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