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Esame di avvocato 2016, seconda prova: il parere di diritto penale oggi mercoledì 14 dicembre 2016

Esame di avvocato 2016, seconda prova: parere motivato in materia di diritto penale. Oggi si svolgerà la seconda giornata di esame per l’abilitazione alla professione forense. In particolare, oggi mercoledì 14 dicembre 2016 candidati saranno chiamate a redigere un parere motivato in materia di diritto penale, a scelta tra le due tracce dettate dalla commissione. Ieri i candidati sono stati chiamati a redigere un parere motivato in materia di diritto civile, dovendo scegliere tra responsabilità civile, in particolare la responsabilità del gestore di un maneggio, e donazione, nella forma della donazione indiretta e della sua validità come titolo idoneo a fini dell’usucapione ex art.1159.  Appena le tracce di diritto penale verranno rese note in via ufficiale ve le riporteremo.

Esame di avvocato 2016, le tracce in materia di diritto penale dello scorso anno.

La prima traccia del 2015 in materia di diritto penale aveva ad oggetti un’analisi della operatività della disciplina codicistica di cui all’art. 41 c.p., I e II comma, con particolare riferimento alle concause, in particolare in quelle circostanze in cui il nesso eziologico tra fatto ed evento è determinato da una concatenazione di fattori causali, quali quelli rinvenibili nel sinistro stradale a cui segue un ricovero in ospedale, da cui si sviluppano una serie di condotte penalmente rilevanti dei sanitari, che, a loro volta, hanno come effetto il venire in essere dell’evento “morte” del paziente. Oggetto quindi era l’analisi delle “cause sopravvenute escludono il rapporto di causalità quando sono state da sole sufficienti a determinare l’evento”.

La seconda traccia aveva ad oggetto la continuazione del reato. Il parere verteva sui delitti di usura, estorsione nella forma tentata, sequestro di persona, lesioni personali, e la verifica della sussistenza della continuazione tra le diverse fattispecie di reato. Ai fini della continuazione dei reati, il requisito della identità del disegno criminoso è da ritenersi sussistente laddove le singole violazioni risultano deliberate e volute almeno a grandi linee con una definizione dei contorni e delle circostanze operative. Indici rivelatori della medesimezza del disegno criminoso ravvisabili nel caso di specie sono: la breve distanza cronologica tra i fatti, le modalità della condotta contestata, la tipologia dei reati, le condizioni di tempo e di luogo, la causale.

Esame avvocato 2016, pareri in materia di diritto penale.

Dai vari forum on line, segnalata anche dal sito giuridico Giurdanella ed Altalex, sembrerebbe questa la prima traccia del parere di diritto penale dell’esame avvocato 2016. Tizio, avendo intenzione di intraprendere l’esercizio di una attività di somministrazione di alimenti e bevande, chiede l’iscrizione nell’apposito registro pubblico utilizzando il modulo di domanda predisposto dalla locale Camera di Commercio. In epoca successiva all’ottenimento dell’iscrizione ed all’inizio dell’attività, Tizio viene però rinviato a giudizio per il reato di cui agli artt. 48  e 479 c.p., per aver dichiarato falsamente, nella parte della domanda relativa al possesso dei requisiti morali e professionali,  di non aver mai riportato condanne per reati in materia di stupefacenti.Tizio si reca dunque da un legale per un consulto e dopo aver rappresentato quanto sopra. Precisa di non aver compreso al momento della redazione della dichiarazione sostitutiva di certificazione in questione che i requisiti morali e professionali richiesti consistessero nel non aver riportato condanne per reati in materia di stupefacenti, in quanto il modulo conteneva esclusivamente il richiamo ad alcuni articoli di legge speciali, senza riportarne il testo né fornire alcuna spiegazione al riguardo.Assunte le vesti del legale di Tizio, rediga il candidato un motivato parere, illustrando le questioni sottese alle fattispecie in esame e le linee di difesa del proprio assistito. Le sentenze di riferimento per la prima traccia, secondo quanto pubblicato dal noto sito Altalex, potrebbero essere: Cassazione penale, sez. V, sentenza 25/03/2015 n. 12710. In particolare secondo quanto evidenziato da tale sentenza “integra il delitto di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico la condotta di colui che attesti falsamente il possesso dei requisiti morali e professionali – in sede di dichiarazione sostitutiva di certificazione, preordinata ad ottenere l’iscrizione nel pubblico registro degli esercenti commerciali – considerato che detta iscrizione, nel quale la trascrizione dell’autocertificazione del privato si è trasfusa è atto pubblico, destinato a provare la verità del fatto attestato.Qualora, tuttavia, detta dichiarazione sia contenuta in un modulo prestampato di non immediata comprensione, non può ritenersi esistente l’elemento soggettivo sulla base di un dovere di accertamento del privato determinato dall’assenza di chiarezza del modulo, in quanto, in tal caso, la responsabilità per il delitto di cui all’art. 483 c.p., viene fondata non già in ragione della coscienza e volontà di agire contro il dovere giuridico di dichiarare il vero, ma sulla base di una colposa omissione di indagine, insuscettibile di integrare il delitto di cui all’art. 483 c.p. punibile a titolo di dolo”.

 

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