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Riforma pensioni, le ultime news ad oggi 8 gennaio 2017

Pensioni 2016, le novità. Le ultime novità sul fronte pensioni anticipate ed opzione donna, vengono fornite da Orietta Armiliato, una delle amministratrici del nuovo Comitato Opzione Donna Social, che in uno degli ultimi post che ribadisce gli intendimenti del gruppo per il nuovo anno:”Carissime, quello che interessa a questa Comunità è provare a ridurre lo scalone che ha allontanato di molti anni il pensionamento delle donne con un decreto siglato da sera a mattina. Consapevoli che la Legge cd. Opzione Donna ha fatto il suo corso e che non si è profilata la volontà di volerla prorogare e che il Contatore rimasto acceso potrà, forse, includere un numero esiguo di donne, facciamo un passo avanti cercando di poter arrivare ad avere una legge che permetta di raggiungere la quiescenza prima di quanto oggi la legge prevede, prendendo spunto dell’orientamento dato dall’ultima Legge di Bilancio, ragioniamo insieme su uno scenario di questo tipo.

Sul fronte pensioni anticipate, la Armiliato ribadisce:”Punto fermo é l’anticipo pensionistico che oggi, in forma sperimentale é entrato nel novero delle forme previdenziali qualificate come flessibili e che da la possibilità di pensionarsi anticipatamente e senza entrare nei dettagli delle tre tipologie disponibili ma solo per capire il meccanismo, riporto la sintesi di un articolo sul tema tratto dalla rivista Panorama”.

Ape, pensioni anticipate: le ultime dichiarazioni di Orietta Armiliato.

Sul fronte pensioni anticipate le opzioni sono le seguenti, come sottolinea la Armiliato: “Volontaria, social o legata a una ristrutturazione aziendale. Sono le tre versioni previste per l’Ape (anticipo di pensione), il nuovo sistema che permetterà a gli italiani nati tra il 1951 e il 1954 di congedarsi dal lavoro, a partire da maggio 2017, prima di quanto prevede oggi la legge (66 anni e 7 mesi). Per ottenere questo beneficio, il lavoratore che vuole andare in pensione prima del previsto dovrà però ricorrere a un prestito previdenziale. Chiederà cioè un finanziamento a un istituto di credito, che gli anticiperà le mensilità di pensione percepite prima di aver compiuto i 66 anni e 7 mesi. Tutte le pratiche verranno però svolte però attraverso l’Inps, senza la necessità di rivolgersi direttamente all’istituto finanziatore. Il pensionato restituirà le somme prese a prestito a rate, nell’arco di 20 anni, con una trattenuta sull’assegno pagatogli periodicamente dall’Inps. La rata per rimborsare il prestito, in teoria, dovrebbe comportare un taglio alla pensione el 4,5-4,6% per ogni anno di anticipo. In caso di mancato rimborso del prestito, va sottolineato che il pensionato non rischia pignoramenti o procedure esecutive (e non lascia alcun obbligo di rimborso agli eredi)”.

L’idea della Armiliato è di partire da queste misure in essere per elaborare una misura ad hoc per le donne: “Partendo dunque da questa base già in essere, non potrebbe essere un’idea interessante avere una misura ad hoc per le donne, ponendo un minor limite anagrafico per l’accesso che fosse, per esempio, 58 anni di età e magari aggiungendo anni di contribuzione riconosciuti per il lavoro di cura per raggiungere la quota totale pari a 35 anni? È solo un’ipotesi …..Parliamone….”

Pensioni, rivalutazioni, ultime news.

Sul fronte rimborsi sulle pensioni, i pensionati che vogliano mantenere intatto il proprio credito con l’Inps in relazione al blocco delle rivalutazioni deciso dal governo Monti e bocciato dalla Corte Costituzionale devono farlo entro la fine di quest’ anno. Per questo lo Spi–Cgil di Venezia invita i diretti interessati a rivolgersi ai propri uffici per richiedere il relativo modulo da compilare e da inviare all’Ente previdenziale. In provincia i pensionati che hanno subìto il blocco e che hanno ricevuto solo un rimborso parziale (mediamente il 20% di quanto dovuto) sono poco meno di 82 mila (quasi un terzo di tutti i pensionati veneziani) e avanzano in media ancora 3 mila e 500 euro.

Lo Spi Cgil del Veneto (come in altre regioni) ha promosso quattro ricorsi “pilota” per il recupero di tutti i soldi “persi” con il blocco della rivalutazione delle pensioni superiori a poco più di 1.400 euro mensili lordi negli anni 2012 e 2013 (legge Monti-Fornero). Spi Cgil con i ricorsi pilota, punta su una nuova sentenza della Corte Costituzionale, la quale imponga al governo di restituire tutto il maltolto ai pensionati italiani. In caso di pronunciamento favorevole ai pensionati della Corte Costituzionale, è necessario bloccare i tempi della prescrizione che scatta il 31 dicembre. «L’accordo firmato il 28 settembre scorso si è ripreso il cammino del confronto con il governosul valore delle pensioni e sul sistema previdenziale» sottolinea Angiola Tiboni, segretario generale dello Spi metropolitano di Venezia. «Ma quella del blocco delle rivalutazioni rimane una partita aperta che pesa come un macigno sui redditi dei pensionati».

Pensioni d’invalidità, ultime news.

Sul fronte pensioni, il sito Pmi riporta la proposta del disegno di legge (Ac 3448) depositato alla Camera dal deputato PD Piergiorgio Carrescia di estendere la pensione anticipata agli invalidi superiori al 60% in possesso di 57 anni e 35 di contributi e per coloro che rientrino tra le prime quattro categorie della tabella allegata al T.U. in materia di pensioni di guerra. Obiettivo è di tutelare una categoria di lavoratori fortemente penalizzata dall’allungamento dei tempi necessari per andare in pensione. Si tratta in particolare di circa 250.000 lavoratori ai quali è stata riconosciuta, per qualsiasi causa, un’invalidità superiore al 60%, per i quali si chiede la possibilità di accedere al prepensionamento anticipato in presenza di un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e di un’età pari o superiore a 57 anni per i lavoratori dipendenti e a 58 anni per i lavoratori autonomi, così come già previsto per le donne con l’Opzione Donna. Il Ddl prevede delle sanzioni per chi attesti un falso stato di invalidità per ottenere il beneficio, pene applicabili al lavoratore, ma anche al medico e a chiunque altro concorra nella commissione del delitto.

Pensioni, Inps: le ultime novità in tema di unioni civili.

Sul fronte pensioni, l’Inps, con il messaggio n. 5171 del 21 dicembre, spiega che “a decorrere dal 5 giugno 2016, ai fini del riconoscimento del diritto alle prestazioni pensionistiche e previdenziali (es. pensione ai superstiti, integrazione al trattamento minimo, maggiorazione sociale, successione iure proprio, successione legittima, etc.) e dell’applicazione delle disposizioni che le disciplinano, il componente dell’unione civile è equiparato al coniuge”. La Direzione centrale pensioni dell’Istituto nazionale di previdenza sociale fa anche sapere che con un successivo messaggio fornirà le “istruzioni procedurali inerenti alla gestione delle prestazioni pensionistiche e previdenziali riconosciute in favore dei destinatari della norma in oggetto”.

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