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Pensioni oggi 27 dicembre 2016: le novità su pensione anticipata, esodati, usuranti, quattordicesima e fondi pensione

Pensioni, importi più bassi al Sud. Secondo un’analisi svolta dal Sole 24 ore sulla “Qualità della vita 2016”, gli importi delle pensioni più alte si percepiscono al Nord. Milano è al primo posto con le pensioni medie mensili di 1.130 euro. Seguono le province di Monza e Brianza, Torino, Lecco e Genova, dove in media le pensioni superano sempre i mille euro. Mano mano che si va verso Sud gli importi delle pensioni scendono: in fondo alla classifica, nelle province di Benevento e Agrigento ad esempio, gli assegni non superano i 550 euro mensili circa.

Pensioni, i Fondi pensione.

Vera Lamonica, segretario confederale della Cgil, è tornata a parlare di pensioni. Nel corso degli Stati generali della previdenza complementare convocati da Cgil, Cisl e Uil ha ribadito :”I Fondi pensione negoziali hanno registrato risultati molto positivi in questi anni, è necessario ora rafforzare la previdenza complementare attraverso la contrattazione e con politiche pubbliche che invece di danneggiarla la promuovano, reimpiegando poi le risorse nell’economia reale per la crescita del Paese”.

“I Fondi”, ha spiegato Lamonica, “registrano risultati positivi per i rendimenti, i bassi costi di gestione e la governance trasparente e partecipata dei lavoratori. Sono frutto delle relazioni industriali e – ha sottolineato – dimostrano il valore del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro anche per la tutela previdenziale e il welfare”.

Per la dirigente sindacale occorre quindi “rafforzare la previdenza complementare, promuovendo maggiori adesioni, attraverso la via negoziale. Gli interventi estemporanei del Governo – ha sostenuto Lamonica – hanno rischiato e rischiano, al contrario, di danneggiarla”. “È necessario innanzitutto riportare la tassazione sui rendimenti all’11% e sviluppare campagne di educazione previdenziale”.

Pensioni, Fondi pensione, la spinta di Lamonica.

Sempre in tema di pensioni e fondi pensione, il segretario confederale della Cgil ha ribadito che “il patrimonio dei Fondi può diventare una risorsa per il Paese” e che “può essere utilizzato per le necessarie politiche di investimento pubblico rivolte alla creazione di nuova occupazione. Ma – ha precisato – servono trasparenza nel dibattito, sedi di confronto e proposte chiare”.

“La previdenza complementare – ha concluso Lamonica – integra quella pubblica, su cui è necessario un intervento radicale. Per questo Cgil, Cisl e Uil hanno elaborato una piattaforma comune e il prossimo 17 dicembre terranno attivi interregionali per lanciare una vera e propria vertenza con il Governo”.

Pensioni esodati. Ottava salvaguardia.

L’ottava salvaguardia per gli esodati è una delle misure del pacchetto pensioni contenute nella Legge di Bilancio 2017. Tale intervento, nelle intenzioni del Governo, è l’ultimo volto alla tutela degli esodati. Altri 30.700 lavoratori potranno andare, dunque, in pensione con le norme precedenti alla riforma Monti-Fornero. In totale il numero degli esodati salvaguardati raggiunge quota 167.795.

Potranno andare in pensione con le vecchie regole vigenti prima della riforma Monti-Fornero: 11 mila lavoratori in mobilità o in trattamento speciale edile, a seguito di accordi governativi e non, stipulati entro il 31 dicembre 2011, ovvero da aziende cessate o interessate  dall’attivazione delle procedure concorsuali (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria) anche in mancanza dei predetti accordi, cessati dall’attività lavorativa entro il 31.12.2014; 10.400 lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria dei versamenti contributivi;

7.800 lavoratori che hanno cessato il rapporto di lavoro purché perfezionino il diritto alla decorrenza della pensione prima della disciplina prevista dalla legge di riforma n. 214/2011 entro il 6 gennaio 2019 (84 mesi dall’entrata in vigore della legge di bilancio);

700 lavoratori in congedo nel corso del 2011 per assistere figli con disabilità grave, purché perfezionino il diritto alla decorrenza della pensione, secondo la disciplina vigente prima della legge 214/2011 entro il 6 gennaio 2019;

800 lavoratori, con esclusione del settore agricolo e dei lavoratori con qualifica di stagionali, con contratti di lavoro a tempo determinato o in somministrazione, rimasti disoccupati tra il 1 gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011 e  che non risultino rioccupati a tempo indeterminato, purché perfezionino il diritto alla decorrenza della pensione, con le regole prima della Monti-Fornero, entro il 6 gennaio 2018.

Pensioni, salvaguardie pensionistiche. L’analisi di Inca Cgil.

In merito alle pensioni ed in particolare alle salvaguardie pensionistiche degli esodati, Inca, il patronato della Cgil ha sottolineato: “La riduzione del limite numerico degli aventi diritto alle prime sette salvaguardie e la conseguente rimodulazione delle rispettive coperture finanziarie, è stata fatta considerando concluso il monitoraggio e la verifica della certificazione del diritto al beneficio delle precedenti salvaguardie. Il che non si traduce nella eliminazione di quel meccanismo perverso che rende automatica la crescita di altri contingenti di lavoratori che si trovano nella stessa condizione, privati di qualunque paracadute, per effetto dell’innalzamento dei requisiti anagrafici e contributivi legati alla speranza di vita”.

Entrando nel dettaglio della manovra finanziaria e nel pacchetto delle riforme sulle pensioni incluso, l’Inca sottolinea come siano state riviste al ribasso i contingenti dei beneficiari della salvaguardia. Pur ampliando la platea dei potenziali salvaguardati di ulteriori 30.700 lavoratori, complessivamente il numero dei salvaguardati scende dai 172.466 (numero già finanziato fino alla 7/ma salvaguardia) a 167.795, con l’ottava salvaguardia. Tenendo conto di queste considerazioni, “l’ultima misura a favore dei lavoratori rimasti intrappolati dall’innalzamento dei requisiti pensionistici, senza alcun reddito, ricalca grosso modo le stese modalità previste nei precedenti decreti, prevedendo per ciascuna tipologia di lavoratori o lavoratrici, un tetto massimo di beneficiari”.

Pensioni, le categorie beneficiarie dell’ottava salvaguardia.

Sempre in riferimento alle pensioni per gli esodati, l’Inca osserva che in sostanza, con l’ottava salvaguardia vengono riproposte le stesse categorie di lavoratori previsti nella settima, salvo alcune modifiche. Per quanto riguarda i lavoratori in mobilità o in trattamento speciale edile dipendenti di aziende cessate fallite o in procedura concorsuale, a condizione che esibiscano documentazione attestante la data di avvio della procedura concorsuale e che l’attivazione di tale procedura è precedetene alla data di licenziamento. Inoltre, è prevista la facoltà di questi lavoratori di versare contributi volontari entro tre anni successivi al termine della fruizione dell’indennità di mobilità o del trattamento speciale edile per perfezionare il diritto a pensione.

Per i lavoratori autorizzati ai versamenti contributivi prima del 4 dicembre 2001:  vengono suddivisi in due categorie: quelli con almeno un contributo volontario già accreditato o accreditabile al 6 dicembre 2011, anche se hanno svolto successivamente alla data del 4.12.2011 qualsiasi attività, comunque non riconducibile ad un rapporto di lavoro a tempo indeterminato; e quelli, senza alcun contributo, a condizione però che ne abbiano almeno uno accreditato derivante da effettivo lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 e che alla data del  30 novembre 2013 non svolgevano attività lavorativa a tempo indeterminato.

Né l’Inps, né il Ministero hanno ancora fornito istruzioni sulle modalità di presentazione delle domande di accesso alla salvaguardia, poiché la legge di bilancio 2017 è stata pubblicata in Gazzetta solo il 21 dicembre. Pertanto, è importante – sottolinea l’Inca  – che i potenziali beneficiari dell’ottava salvaguardia , che già si trovano in possesso dei requisiti per il diritto alla pensione anticipata (decorrenza compresa) inoltrino la domanda di pensione entro il mese di dicembre, anche se non hanno presentato la richiesta di accesso all’ottava salvaguardia.

Pensioni anticipate, lavori usuranti.

Nella Legge di Bilancio 2017 è contenuta una misura per le pensioni anticipate che disciplina l’accesso di coloro che svolgono lavorazioni particolarmente faticose e pesanti. I lavoratori a cui tale misura si rivolge sono i lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti; lavoratori addetti alla cosiddetta “linea catena”; i conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo; i lavoratori notturni definiti e ripartiti in coloro che prestano attività per tutto l’anno e i turnisti che svolgono attività per almeno 78 giorni l’anno o per numero di giorni inferiori da 64 a 71 o da 72 a 77.

A partire dalla data di entrata in vigore della norma il diritto al pensionamento anticipato è esercitabile qualora i lavoratori abbiano svolto una o più attività lavorative per almeno 7 anni negli ultimi dieci di attività lavorativa oppure per almeno la metà della vita lavorativa complessiva, ricorda l’Inca. La disposizione, dunque, cancella il vincolo dell’essere stati impegnati in tali attività nell’anno di raggiungimento del requisito e inoltre tali criteri potranno valere indipendentemente l’uno dall’altro. Il beneficio dell’anticipo dell’età, previsto per tali lavoratori, è limitato alle pensioni di anzianità conseguite con almeno 35 anni di contributi e con il raggiungimento della cosiddetta “quota”.

Inoltre, sottolinea l’Inca,  requisiti agevolati di accesso al pensionamento sono stati adeguati, a far data dal 1° gennaio 2016, di 4 mesi e di ulteriori 3 per i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva (quote), come previsto dal decreto del Ministero dell’ Economia del 16.12.2014.
Tuttavia, dalla data di entrata in vigore della norma, in via transitoria, tali requisiti non verranno ulteriormente adeguati agli incrementi della speranza di vita previsti, con cadenza biennale, per gli anni  2019, 2021, 2023, e 2025. Il comma 206 prevede, quindi, una sospensione nell’applicazione degli adeguamenti alla speranza di vita a far data dal primo gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2026, mantenendo di fatto per tale periodo gli stessi requisiti previsti per l’anno 2016.

Pensioni anticipate, lavori usuranti.

In riferimento alle pensioni anticipate ed i lavori usuranti, l’Inca precisa che per i lavoratori che accedono al pensionamento con tale beneficio, la legge di bilancio prevede l’abolizione della disciplina delle cosiddette “finestre mobili” (cioè di attesa) di 12/18 mesi nel caso di liquidazione della pensione nelle gestioni dei lavoratori dipendenti o in una delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi. Vengono introdotte  modifiche anche in merito alle modalità di presentazione della domanda per l’accesso al beneficio e per la presentazione della relativa documentazione.

La data di presentazione della richieste per il riconoscimento del beneficio viene fissata, per coloro che maturano i requisiti agevolati entro il 31 dicembre 2017, entro il 1° marzo 2017; mentre per quelli che maturano i predetti requisiti a decorrere dal 1° gennaio 2018 in poi, la domanda deve essere presentata entro il 1° maggio dell’anno precedente a quello di maturazione di tali requisiti. Vale a dire che i lavoratori, che matureranno i requisiti agevolati nel 2017, sono tenuti a presentare specifica domanda entro il 1° marzo 2017, mentre quelli che matureranno i requisiti nel corso del 2018 sono tenuti a presentare domanda entro 1° maggio 2017.

Pensioni, quattordicesima.

Con la nuova legge di Bilancio nel pacchetto delle riforme sulle pensioni è stata introdotta l’estensione della quattordicesima mensili. Ivan Pedretti, segretario generale delle Spi-Cgil ha ricordato che la quattordicesima si calcola “sulla pensione lorda”.

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