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Istanbul, attentato jihadista nel night club Reina: l’agenzia ANSA parla di un bilancio di trentanove morti e sessantanove feriti. La strage è stata commessa ieri notte, quando un terrorista armato di kalashnikov ha fatto fuoco all’interno del night club dove si festeggiava l’arrivo del 2017. Questo l’annuncio del ministro dell’Interno turco, Suleyman Soylu, che ha inoltre dichiarato che l’attentatore non è ancora stato arrestato.

Ventiquattro stranieri tra le vittime. Il terrorista urla «Allahu Akbar!».

Diversi sopravvissuti all’attentato sostengono di aver sentito il jihadista gridare ‘Allahu Akbar!’ mentre faceva fuoco tra gli avventori del locale. Riferiscono inoltre il ‘Guardian’ e anche altre fonti che molti testimoni parlano di un gruppo di assalitori, e non di un  terrorista isolato. Tuttavia le autorità turche continuano a parlare di un solo terrorista, alla ricerca del quale hanno sguinzagliato più di 17.000 agenti. Sempre l’agenzia Ansa riferisce che un deputato dell’opposizione al parlamento turco, che ha fatto visita agli ospedali in cui i feriti sono ricoverati e l’obitorio, ha riportato che tra i morti ventiquattro sono stranieri: sette sauditi, tre iracheni, tre giordani, due libanesi, due tunisini, due indiani, uno rispettivamente dal Kuwait, Siria e Israele, un belga di origine turca ed un canadese-iracheno. La Farnesina e il ministro degli Esteri Alfano confermano che al momento non risultano italiani coinvolti nella strage.

Erdogan: «Un attacco efferato volto a creare caos».

Secondo l’agenzia Adnkronos il governatore di Istanbul, Vasip Sahin, ha confermato la natura terroristica dell’attacco e ha rivelato che l’attentatore ha ucciso due persone, tra cui un poliziotto, prima di entrare nel night club e sparare all’impazzata sui presenti, almeno settecento, che si trovavano all’interno del locale. Benché non vi siano ancora rivendicazioni, la dinamica dell’attentato fa pensare a un’azione dell’Isis. La BBC riferisce che il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan ha definito l’attentato di Istanbul un attacco “efferato” volto a  “creare caos prendendo deliberatamente di mira la nostra pace e i civili”. “La Turchia è determinata a continuare a combattere fino alla fine contro il terrorismo e fare qualunque cosa sia necessaria per garantire la sicurezza dei suoi cittadini e assicurare la pace nella regione”.

 

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