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Pensioni, le novità di oggi 11 gennaio 2017 su pensioni anticipate, Ape, riforma legge Fornero, lavoro, voucher

Pensioni 2017, le ultime novità. Le news sul fronte riforma pensioni verranno fornite dall’onorevole Anna Giacobbe, membro della commissione lavoro alla Camera, venerdì 13 gennaio 2017, in un incontro in cui si parlerà dei passi in avanti fatti sul capitolo pensioni. L’onorevole Giacobbe, in un contributo pubblicato qualche giorno sul suo sito, ha così annunciato questo appuntamento:”Potere andare o no in pensione dopo tanti anni di lavoro, il fatto che le regole siano cambiate in modo così improvviso e pesante nel 2011, sono tra le cose che fanno sentire di più un senso di ingiustizia, di diritti negati. La legge Fornero era arrivata in un momento molto difficile per l’economia italiana: quelle difficoltà le hanno pagate soprattutto donne e uomini nati negli anni cinquanta, e tra di loro chi non aveva e non ha un lavoro sicuro, o non ha un lavoro e basta. Nel frattempo, i giovani hanno visto allontanarsi sempre di più la prospettiva di una futura pensione decente. Chi è in pensione non riesce a difendere il suo reddito dall’aumento dei costi dell’assistenza e della mancanza di servizi, più che dall’inflazione, che in questi anni è stata bassa. anche troppo bassa”.

La Giacobbe sottolinea anche come per molti anni di pensioni non si sia proprio, visto che quelle erano le regole e quelle dovevano rimanere. “Questa volta qualcosa è cambiato, si è aperto uno spiraglio, una finestra, ancora poco rispetto a quello che servirebbe: ma centinaia di migliaia di persone nei prossimi mesi potranno andare in pensione prima di quello che le regole Fornero avrebbero consentito.C’è qualcosa di più. Il Governo ha discusso con i sindacati dei lavoratori e dei pensionati di tutto questo: si sono decise alcune cose concrete da fare subito, su altre si è convenuto come prossime soluzioni da costruire; e si è aperta la strada per ridiscutere di pensioni anche per l’avvenire, per chi ora è giovane. La Legge di Bilancio per il 2017 si è occupata di questo; ci sono provvedimenti applicativi ancora da approvare. Insomma, lavorincorso. Ne parliamo venerdì 13 alle 16.30 nella Sala Consiliare della Provincia di Savona, vi aspetto”.

Riforma pensioni, la novità della legge di stabilità.

Sul fronte riforma pensioni, tante sono le novità che entreranno in vigore, frutto della legge di stabilità. Secondo quanto riporta il Sole 24 Ore le novità introdotte dalla legge di Bilancio per il 2017 (la legge 232 dell’11 dicembre scorso) vanno infatti dal cambio di regole per il cumulo contributivo, ai ritocchi della normativa per lavoratori precoci e per quelli che svolgono mansioni usuranti, ma in particolare comprendono l’”Ape” e la “Rita”: cioè l’anticipo pensionistico e la rendita integrativa cui potersi appoggiare, grazie alla previdenza complementare, per finanziare l’anticipo di pensione. Il sole 24 ore sottolinea come l’anticipo potrà in alcuni casi essere a spese dello Stato, con l’«Ape sociale», riservata a categorie quali i lavoratori che si trovano in disoccupazione involontaria, avendo esaurito da 3 mesi l’indennità di disoccupazione, oppure lavoratori con invalidità civile superiore al 74%, oppure ancora coloro che assistono da almeno 6 mesi il coniuge/familiare in situazione di handicap grave o infine gli addetti a mansioni usuranti da almeno 6 anni continuativi.

Sul fronte pensioni previsti interventi economici per i pensionati con redditi più bassi (quattordicesime e no tax area), l’ottava salvaguardia. Per illustrare tutti questi cambiamenti e per fornire un sempre utile riepilogo delle regole che stanno alla base del sistema previdenziale italiano (previdenza complementare inclusa), “Il Sole 24 Ore” presenta l’instant book “Le nuove pensioni”, con tabelle, grafiche ed esempi che accompagnano il lettore nella comprensione delle novità e del quadro generale.

Pensioni anticipate: le ultime di Cesare Damiano e Maria Luisa Gnecchi.

Sul capitolo pensioni, come sottolinea il sito Pensionioggi, obiettivo per Cesare Damiano e Marialuisa Gnecchi, presidente e capogruppo Pd della Commissione Lavoro alla Camera, rimane pr il nuovo anno quello di rimuovere le ultime restrizioni imposte ai nati nel 1952 per l’accesso in deroga alla legge Fornero all’età di 64 anni e 7 mesi prevista dall’articolo 24, co. 15-bis del decreto legge 201/2011. Lo scrivono in una nota Damiano e la Gnecchi, presidente e capogruppo Pd della Commissione Lavoro alla Camera, circa gli obiettivi da raggiungere entro la prima parte del 2017 dopo la pubblicazione, lo scorso novembre, della Circolare Inps 196/2016 sulla materia.

Lavoro, voucher, ultime news.

Intanto, settimana decisiva questa per il futuro dei voucher: atteso per oggi il verdetto della Corte costituzionale che deciderà dell’ammissibilià dei tre referendum della Cgil su voucher, appunto, appalti e articolo 18. Nella stessa giornata la Commissione Lavoro della Camera riprende l’esame, avviato a fine aprile, delle proposte di legge di modifica. Diverse misure che rivedono l’uso dei buoni lavoro, sulle quali la deputata Pd Patrizia Maestri sarà relatrice. Nessuna tra le indicazioni in campo prevede l’abolizione tout court. Pd e M5S presentano proposte molto simili, con la restrizione dell’utilizzo all’impianto della legge Biagi, che li voleva limitati alle ‘prestazioni occasionali e accessorie’. Forza Italia vuole invece ampliare la platea di soggetti che possano accedere alle prestazioni di lavoro occasionale, grazie ad un ‘patto fiscale’ che consenta, si legge nel testo all’esame di Montecitorio, di “incrementare i redditi in maniera semplice e trasparente”. Netta la differenza tra l’impostazione della Cgil rispetto alla riforma che prenderebbe corpo in Parlamento. Il sindacato di Corso d’Italia chiede l’abolizione tout court dei voucher. Mentre la proposta del Pd, primo firmatario il presidente della CommissioneLavoro Cesare Damiano, vuole “ripristinare sostanzialmente l’originario impianto normativo del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276”, uno dei decreti applicativi della legge Biagi.

Ecco nel dettaglio la proposta dei Democratici. Le prestazioni di lavoro accessorio, si legge all’articolo 1, sono da considerare “attività di natura meramente occasionale, rese da soggetti a rischio di esclusione sociale o comunque non ancora entrati nel mercato del lavoro ovvero in procinto di uscirne”. L’idea cioè è di limitare i voucher essenzialmente a studenti e pensionati. Gli ambiti a cui si vorrebbe ricondurne l’uso sono: i piccoli lavori domestici a carattere straordinario, compresa l’assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate con handicap, l’insegnamento privato supplementare, i piccoli lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici e monumenti, la realizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritatevoli, la collaborazione con associazioni di volontariato per lo svolgimento di lavori di emergenza, quali quelli dovuti in occasione di calamità o di solidarietà. I compensi saranno limitati a 5.000 euro in un anno, con un massimo di 2mila per ciascun committente. Sulla stessa linea la proposta del Movimento Cinque Stelle, prima firmataria Tiziana Ciprini, dove si legge che lo scopo è “ripristinare sostanzialmente l’originario impianto normativo del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276”. Per i ‘grillini’ l’uso dei voucher “se non adeguatamente regolamentato”, finirebbe “per essere una mera forma di pagamento che cannibalizza le forme contrattuali tipiche, peraltro eludendo gli obblighi di formazione e di sicurezza che dovrebbero invece essere sempre garantiti ai lavoratori”. La tipologia di attività lavorative sono le stesse elencate nella proposta del Pd. Identico il tetto ai compensi, fissato a 5.000 euro.

“Faremo una proposta condivisa in tempi brevi e chiederemo a maggioranza e governo di sostenerla. Abbiamo fretta perché l’uso dei voucher è diventato un abuso e i numeri sono diventati enormi”. Lo sottolinea la deputata del Pd, Patrizia Mestri, relatrice delle proposte di legge di modifica all’uso dei voucher, in vista di mercoledì, quando la Commissione Lavoro della Camera riprenderà l’esame dei testi depositati. Nello stesso giorno in cui la Corte costituzionale deciderà sull’ammissibilità dei tre referendum della Cgil, la commissione stabilirà i tempi dei lavori: “Chiederò – spiega Maestri alla ‘Dire’- di calendarizzare a breve audizioni di sindacati, Inail, Inps e Confindustria e se sarà possibile lavoreremo a un testo unificato. Noi, gruppo del Pd in Commissione Lavoro, abbiamo avviato la discussione nei mesi scorsi perché abbiamo considerato la tracciabilità, introdotta dal governo, un passo in più ma non sufficiente a fermare l’abuso dei voucher. Io ho firmato i referendum della Cgil su voucher e appalti perché hanno un senso, ma credo che più che l’abolizione sia utile limitarne l’uso come era originariamente pensato con la legge Biagi, che li pensava come aiuto all’emersione del lavoro nero”. Questo il senso delle proposte del Pd, primo firmatario Cesare Damiano, e del M5S, prima firmataria Tiziana Ciprini, che faranno da base per un testo unificato. “Dovremo anche fare una verifica sull’uso dei voucher nella pubblica amministrazione”, riferisce la relatrice che conclude: “Una volta definito un testo, chiederemo alla maggioranza e al governo di sostenerla anche alla luce del monitoraggio sulla tracciabilità che sta compiendo il Ministero del Lavoro”.

Pensioni anticipate, i requisiti per i lavoratori affetti da diabete.

Sul fronte pensioni anticipate, secondo quanto riporta l’agenzia Adnkronos, i lavoratori affetti da diabete che non possono avvalersi della pensione anticipata, esiste la possibilità di lasciare prima il lavoro nel caso in cui la patologia porti all’insorgenza di problemi fisici che compromettano l’abilità al lavoro. Solo se il diabete determina una riduzione della capacità lavorativa – si legge sul sito di informazione giuridica studiocataldi.it – sarà infatti possibile avanzare la richiesta, ma è necessario che la malattia determini una percentuale di invalidità medicalmente accertata. La valutazione di uno specialista in medicina legale – si legge – potrà infatti verificare se la patologia influenzi l’esecuzione di una determinata attività lavorativa.

Pensioni d’invalidità e pensione di inabilità.

Il sito giuridico Studiocataldi sottolinea che se dal diabete diagnosticato deriva una percentuale di invalidità, si potranno ottenere diverse misure se sussistano i necessari requisiti contributivi: è riconosciuta la pensione di vecchiaia anticipata, a 55 anni e 7 mesi di età per le donne e 60 anni e 7 mesi per gli uomini, con almeno 20 anni di contributi e se l’invalidità è almeno pari all’80% (ad esclusione dei dipendenti del pubblico impiego). I lavoratori con invalidità superiore al 74% potranno richiedere, per ogni anno di lavoro effettivamente svolto, una maggiorazione annua di 2 mesi di contributi figurativi in più. Inoltre se il soggetto è impossibilitato a svolgere alcuna attività lavorativa potrà ottenere la c.d. pensione di inabilità, se la sua condizione di infermità sarà tale da determinare un’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa (100% di invalidità). Il beneficiario dovrà vantare almeno 5 anni di anzianità assicurativa e tre anni di contributi dovranno essere versati nell’ultimo quinquennio.

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